18 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Turismo e pubblici esercizi

Fipe: «Arriva il marchio trasparenza per bar e ristoranti»

Nascerà anche commissione per risolvere controversie

ROMA - Tutelare i clienti e il turismo enogastronomico. Per raggiungere questi due obiettivi, la federazione degli esercenti darà vita a un marchio per la trasparenza dei prezzi di bar e ristoranti a Roma e farà nascere una commissione nazionale di conciliazione in collaborazione con le associazioni dei consumatori per risolvere le controversie fra turisti e imprese.

Intervenendo questa mattina a Radio Anch'io sui temi delle difficoltà del turismo italiano, Edi Sommariva, direttore generale Fipe (la federazione che rappresenta oltre 200mila imprese tra ristoranti, bar, stabilimenti balneari e discoteche) ha annunciato due iniziative per promuovere l'immagine dell'offerta turistica messa in discussione in questi giorni da alcuni isolati episodi.

Insieme a Fipe Roma, verrà presentato un marchio di trasparenza dei prezzi da consegnare ai tanti operatori onesti che si rivolgono in maniera professionale ai clienti, ai quali sarà data la possibilità, telefonando ad un numero verde, di segnalare eventuali difformità nei comportamenti. Nel caso di infrazione accertata, le imprese saranno sanzionate e private del marchio. L'iniziativa sarà segnalata la prossima settimana anche alla stampa estera con una conferenza.

La seconda iniziativa, invece, consiste nella messa a punto di un sistema di conciliazione in accordo con Federconsumatori per dirimere le controversie a livello nazionale. Nel contempo, Fipe accentuerà anche con percorsi formativi l'opera di sensibilizzazione verso le imprese iscritte, affinché abbiano una cura e un'attenzione sempre maggiore verso il cliente.

«Queste iniziative - ha affermato Edi Sommariva - sono modi concreti per affrontare il problema. Ovviamente sono aperte a tutti coloro che vogliano contribuire a migliorare l'immagine dell'offerta agli occhi dei consumatori italiani e stranieri senza fare uso di fantasiose Commissioni di vigilanza istituite di recente che sono valide semmai per intervenire su servizi pubblici scadenti e che nessuno, in effetti, controlla come si dovrebbe».