19 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Crisi economica

Cardia: «Prospettive incerte, rischio asfissia pmi»

Accertamenti su 5 grandi banche su correttezza comportamenti

MILANO - Le prospettive dell'economia restano ancora profondamente incerte e le piccole e medie imprese italiane rischiano «l'asfissia finanziaria». E' questo l'allarme che il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha lanciato nella sua relazione annuale ripercorrendo le turbolenze che hanno vessato l'economia italiana e globale nell'ultimo anno. Il tema della crisi permea tutto il discorso del numero uno della Cansob il cui leit motiv è: «Senza trasparenza e correttezza non c'è fiducia e senza fiducia non c'è stabilità».

I soggetti più deboli all'interno delle imprese sono quelli maggiormente esposti a rischi: «Gran parte delle imprese medio-piccole, trama fondamentale del tessuto imprenditoriale, trova difficoltà e potrebbe correre rischi di asfissia finanziaria - ha detto - Solo le imprese di grandi dimensioni riescono a reperire sul mercato capitale proprio e a collocare prestiti obbligazionari senza gravi difficoltà né a costi da considerare eccessivi».

Da parte delle banche italiane Cardia lamenta una certa lentezza nel dare risposte alle esigenze dei clienti. «La Consob nell'ambito del piano di vigilanza informativa sui principali gruppi bancari - ha sottolineato - ha riscontrato una generalizzata lentezza nel passaggio a un'ottica imprenditoriale che ponga realmente al centro delle strategie aziendali il servizio al cliente». Di qui l'avvio di accertamenti ispettivi a giugno a carico dei primi cinque grandi gruppi bancari nazionali.

Apprezzamenti invece sono andati all'azione svolta dal Governo. «Gli interventi del Governo a garanzia di depositanti e a sostegno della raccolta bancaria - ha affermato - hanno svolto un ruolo importante nell'evitare il pericolo di esasperazione degli effetti della crisi nel momento più acuto, prevenendo ingiustificate ondate di panico che hanno indotto i governi di altri paesi ad assumere determinazioni in altri periodi nemmeno immaginabili».

Nella relazione grande attenzione è stata riservata anche al ruolo di una regolamentazione sovranazionale. Di qui l'invito affinchè si vada verso un «rafforzamento delle istituzioni europee efficace e non condizionato da compromessi e logiche parziali».