18 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Il mercato finanziario continua a non attrarre le famiglie

La Borsa non piace alle famiglie italiane

80% non compra azioni o bond. Scarsa la diffusione del servizio di consulenza

MILANO - Il mercato finanziario continua a non attrarre le famiglie. Anche nel 2010 l'80% non ha investito in prodotti finanziari cosiddetti «rischiosi», come azioni, bond, fondi o polizze vita, ma possiede solo depositi, risparmio postale e Titoli di Stato. La quota è pressochè stabile negli ultimi due anni. E' quanto rileva la relazione annuale della Consob. Passando a considerare, nel dettaglio, le varie categorie di strumenti finanziari, la percentuale di investitori retail che possiede obbligazioni bancarie è cresciuta al 10,5% dall'8,9% del 2009, attestandosi su livelli superiori al periodo antecedente la crisi. La percentuale di famiglie che investono in fondi o Sicav è rimasta stabile all'8%, il grado di diffusione dei Titoli di Stato è cresciuto dall'11,9% al 13,4%.

Nel 2010 l'esposizione delle famiglie italiane verso i prodotti strutturati è cresciuta, passando da 199,3 a 212,8 miliardi di euro (+10,2%). L'elevato grado di diffusione presso gli investitori retail di obbligazioni e prodotti strutturati - si legge nel rapporto - è in parte ascrivibile alla scarsa diffusione del servizio di consulenza. Sulla base dei dati di sondaggio della Gfk Eurisko la quota delle famiglie che nel 2010 ha ricevuto servizi di consulenza è stata pari all'8%. Alla base della scarsa diffusione del servizio di consulenza c'è la percezione che la prestazione sia condizionata da conflitti di interesse. E', inoltre, significativamente aumentata la quota di famiglie che ritengono che il servizio di consulenza abbia un basso valore aggiunto.