19 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
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Gdf scopre frode miliardaria, sequestri per 238 mln: 71 indagati

Operazione in tutta Italia; i capi sono 3 imprenditori napoletani

ROMA - Maxi frode fiscale scoperta dalla guardia di finanza di Bergamo. Sono 71 gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Calypso' che ha portato al sequestro in tutta Italia di società, case, ville, automobili, barche e conti correnti per 238 milioni di euro, tutti riconducibili a un sodalizio criminale molto esteso e capeggiato da tre imprenditori napoletani, residenti a Bergamo, a Montecatini, in provincia di Pistoia, e nel Principato di Monaco.

I reati contestati spaziano dall'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale a carattere transnazionale alla truffa ai danni dello Stato, dal reimpiego di capitali provenienti da illeciti al contrabbando e al favoreggiamento. Coinvolti anche sei professionisti, tra i quali un commercialista con studio a Como che ha «concretamente contribuito» nella messa a punto della frode miliardaria.

L'operazione ha visto impegnati circa 300 uomini della fiamme gialle in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Abruzzo e Campania. Ben 242 unità immobiliari sono state sequestrate, tra le quali 22 ville situate in un complesso residenziale a Campoformido (Udine), un resort con piscina e discoteca in ristrutturazione a Montecatini, casali e appartamenti di pregio a Bergamo, Napoli, Roma, Milano, Como, in Toscana e Friuli; e vari appezzamenti di terreno edificabili e coltivati in diverse regioni.

Sequestrati anche pacchetti azionari di 42 imprese, tra le quali le società per azioni italiane coinvolte nel meccanismo di frode, le immobiliari attraverso le quali gli indagati avevano reinvestito in Italia parte dei proventi, 22 tra auto e moto di lusso e disponibilità finanziarie e titoli depositati in rapporti bancari e fiduciari accesi in tutta Italia.

A Porto Santo Stefano, nel grossetano, sotto sequestro due yacht battenti bandiera inglese di proprietà di una società britannica amministrata da uno dei capi del sodalizio. Si tratta del panfilo «Calypso of London», di 34 metri, ex dragamine della marina britannica riattato ad imbarcazione da diporto negli anni '70 e completamente rimodernato nel 2007, del valore stimato di oltre 5 milioni di euro, ormeggiato nel porto turistico; assieme ad esso il motoryacht «Sonia Maria» di 17 metri, individuato in un cantiere della stessa località balneare.

La Gdf ha smascherato la «colossale» frode, realizzata da un gruppo di 7 società per azioni del settore del commercio di plastica, metalli, cellulosa e prodotti petroliferi, con sede a Bergamo e Milano, e un fatturato annuo arrivato a 500 milioni di euro.

Le partite di merci, effettivamente acquistate sui mercati internazionali, venivano spedite direttamente in depositi in Italia e cedute alle società italiane del gruppo, che provvedevano a immetterle sul mercato. Questo passaggio avveniva attraverso società di trading formalmente costituite nel Regno Unito e negli Usa, con branch in Svizzera, ma gestite effettivamente dall'Italia e titolari di partita Iva nel nostro Paese attraverso l'istituto della «identificazione diretta».