16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30

Corsa a tre per la Opel: offerte da Fiat, Magna, Rhj

Governo tedesco vuole stringere tempi a inizio prossima settimana

BERLINO - Una gara a tre per Opel, dall'esito incerto, e con il governo di Berlino deciso ad accelerare al massimo i tempi. La divisione europea di General Motors, casa-madre di Opel, ha confermato ieri sera che sono state presentate tre offerte per il marchio tedesco. Oltre alla Fiat, il fornitore austro-canadese Magna e la holding Rhj International, il cui principale azionista è il fondatore del fondo d'investimento statunitense Ripplewood, hanno depositato ognuno un'offerta per Opel, ha detto all'Associated Press un portavoce di Gm Europa. La lista degli offerenti, che non presenta sorprese, è emersa comunque dopo che il governo tedesco aveva prolungato all'ultimo momento il termine per presentare le offerte per lo storico marchio tedesco, inizialmente fissato alle 18.

Nel pomeriggio la Fiat aveva fatto sapere in un comunicato «di aver inviato oggi la propria offerta per le attività europee di Opel e di Vauxhall» (il marchio-gemello di Opel in Gran Bretagna). Se l'operazione verrà finalizzata, si legge in una nota del Lingotto, sarà possibile dar vita «a una nuova società che integrerà le attività di Fiat Group Automobiles, inclusa la partecipazione in Chrysler e di Opel».

Il piano di Fiat «pare abbia riscosso una buona accoglienza», ha assicurato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. «Speriamo che si chiuda - ha aggiunto Scajola - perché una chiusura positiva significa un vanto per l'Italia e un'opportunità per i nostri stabilimenti». Un ottimismo espresso dal ministro già in mattinata segnalando che «ci sono buone possibilità che venga chiusa anche la trattativa con Opel».

Per il portavoce del ministero tedesco dell'Economia, Steffen Moritz, però, si tratta di «una valutazione del ministro italiano». Berlino esaminerà in modo imparziale e senza pregiudizi le varie offerte, ha assicurato. Per il governo federale «non ci sono favoriti» nella corsa ad Opel, ha chiarito Moritz.

Su posizioni diametralmente opposte, invece, il ministro dell'Economia della Renania-Palatinato (uno dei quattro Laender con stabilimenti Opel), Hendrik Hering. Al momento Magna ha le carte migliori per aggiudicarsi il controllo di Opel, ha detto Hering al canale pubblico regionale Swr. «Secondo me hanno elaborato il piano migliore», ha detto.

In ogni caso Berlino intende stringere i tempi. Il governo vuole fare chiarezza sul futuro di Opel entro l'inizio della prossima settimana, ha riferito il ministro del Lavoro, Olaf Scholz, al termine di un vertice ristretto dell'esecutivo federale cui ha partecipato anche il cancelliere Angela Merkel. Ha senso trovare una soluzione «nel corso di questa settimana» o «all'inizio della prossima», ha puntualizzato il socialdemocratico Scholz. «Per noi è importante far sì che il futuro dell'azienda e dei lavoratori sia quanto prima chiaro».

Un'esigenza, quella dell'esecutivo di Berlino, dettata anche da motivazioni prettamente politiche dal momento che, a soli cinque mesi dalle elezioni generali, il salvataggio di Opel è divenuto un potente argomento di dialettica tra i conservatori e i socialdemocratici della coalizione al potere. Ma i tempi tecnici potrebbero essere assai più lunghi. Una volta che sarà scelto il candidato, ha detto il capo di General Motors Europa Carl-Peter Forster «il processo potrebbe durare fino al quarto trimestre» del 2009 a causa della complessità del dossier. Forster, ha anche ribadito che, anche in caso di insolvenza di Gm, Opel potrà continuare a lavorare senza problemi. Intervistato dal magazine «Auto Motor und Sport» Forster ha affermato che «dovranno essere tagliati di sicuro dei posti di lavoro, ma non posso dire quanti e dove: dipenderà dalle concessioni salariali a cui sono disposti i dipendenti».

Una richiesta di chiarezza che giunge anche dai sindacati italiani. La trattativa della Fiat su Opel «più si trascina e più è surreale», ha affermato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. «Speriamo quindi che si possa formalizzare tutto molto presto, in modo che si consenta di capire cosa può avvenire agli stabilimenti italiani e al gruppo. Siamo nell'incertezza più assoluta», ha aggiunto.

Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha spiegato di ritenere ormai «urgente» che il governo convochi un tavolo con Fiat e sindacati per la tutela dell'occupazione e degli impianti italiani del Lingotto. «Vogliamo salvaguardare la produzione degli stabilimenti italiani e la loro centralità nel nuovo sistema integrato», ha detto Bonanni nella relazione al XVI congresso della confederazione.

Intanto il ministero delle Finanze dell'Assia (il Land in cui si trova il quartier generale di Opel) ha confermato indiscrezioni della tv pubblica regionale Hessischer Rundfunk, secondo cui lo Stato metterà a disposizione 750 milioni e l'Assia 447 milioni per un finanziamento-ponte per Opel del valore complessivo di 1,5 miliardi. Il resto arriverà dagli altri tre Laender tedeschi con stabilimenti Opel: Nordreno-Vestfalia, Renania-Palatinato e Turingia.