24 ottobre 2019
Aggiornato 06:30

Conclusa la XXII edizione della fiera del libro di Torino

Il tema stimolante della mostra, dedicata a Italo Calvino, era incentrato sulla conoscenza del prossimo, oltre che di se stessi

TORINO - Si è conclusa la XXII edizione della fiera internazionale del libro di Torino con un largo consenso di pubblico e una straordinaria offerta di titoli ed eventi. Anche l'editoria sarda ha partecipato con una proposta ampia e articolata che lascia intravedere vitalità e notevoli ambiti di crescita.

Il tema stimolante della mostra, dedicata a Italo Calvino, era incentrato sulla conoscenza del prossimo, oltre che di se stessi, per tentare di elaborare un percorso comune privo di egoismi e autoreferenzialità. Un invito alla condivisione raccolto dall'AES e il suo presidente Ivan Botticini per valorizzare e promuovere l'offerta dell'editoria sarda. Intanto con la collocazione molto felice dello stand «l'sola dei libri» di fronte all’ingresso principale e vicinissimo agli spazi dedicati al paese ospite della mostra: l'Egitto. E poi una promozione quasi urlata delle pagine più belle e stimolanti dei molti titoli presentati alla mostra .

La lettura dei testi era affidata alla verve istrionica di Elio Turno Arthemalle e le note di Samuele Dessì secondo la formula già sperimentata con successo a Macomer di «segnalalibro». E' un modo originale per coinvolgere il pubblico distratto delle fiere - spiegano gli organizzatori - e costringerlo a condividere le emozioni contenute nelle mille storie raccontate nei libri «Gli spettatori si divertono e si fanno trascinare nel mondo incantato di «Tutti buoni arriva Mommotti» (edizioni Condaghes) di Rossana Copez e Tonino Oppes, ascoltano in silenzio i versi nostalgici di Giulio Angioni in «Tempus» (Cuec editrice), si appassionano seguendo l’intreccio de «La borsa del colonnello» di Ottavio Olita (Cuec editrice) e di «Si è fatto tardi» (edizioni Aìsara) di Bepi Vigna vera e propria autorità nel campo del fumetto d’autore.

«Quello adottato quest'anno alla fiera è sicuramente un modo efficace di fare promozione - dice Antonina Scanu responsabile del servizio editoria della Regione, a Torino in rappresentanza dell'assessore regionale Lucia Baire - anche se non si esclude la riproposizione, riveduta e corretta, dello stand istituzionale, allestito direttamente dalla Regione fin dalla prima edizione».

Archiviata la dodicesima fiera si pensa quindi già al futuro e ai prossimi appuntamenti per esporre il libro sardo nelle vetrine più prestigiose come Torino, Bologna, Francoforte senza tralasciare Macomer, un'occasione straordinaria per misurare qualità e contenuti di un settore finora immune dai contraccolpi della crisi.

Ne è convinto Carlo Delfino: «Torino è un momento unico di confronto per gli editori, non a caso partecipiamo agli incontri organizzati nello stand dell'AES ma ci teniamo a essere presenti con spazi personalizzati». Anche case editrici come Maestrale e Illisso hanno una offerta separata a dimostrazione della buona crescita del settore.

Da segnalare la presentazione di «Arte de su mutetus» nel suggestivo spazio Lingua Madre allestito dalla Regione Piemonte e dedicato alla salvaguardia e tutela della diversità linguistiche dell'oralità e della memoria popolare. Un tema caro alla cultura sarda che vede proprio nell'improvvisazione poetica un punto d'eccellenza.

«Occorre quindi un progetto allargato che punti a qualificare l'identità sarda nella sua interezza» - come aveva sottolineato l'assessore Baire nella giornata di presentazione della mostra.

Per ora parlano i numeri: 33 case editrici con più 200 novità editoriali ma anche i giovani scrittori sardi come Flavio Soriga, Nicola Lecca, Marcello Fois, Salvatore Niffoi diventate voci di primo piano del panorama letterario nazionale.