13 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Societé Générale smentisce Liberation sul buco di 5 miliardi

Per sindacati non è un nuovo caso Kerviel, attesa l'assemblea

Société Générale potrebbe essere al centro di un nuovo scandalo finanziario che costerebbe alla banca «tra i 5 e i 10 miliardi di euro» secondo il quotidiano Liberation che ha pubblicato oggi un'inchiesta esclusiva. In Francia si parla già di un «affaire Kerviel 2» ma secondo lo stesso giornale francese in questo caso non ci sarebbe un unico responsabile del `buco' ma un «dipartimento intero della filiale di gestione degli attivi della banca, Société Générale Asset Management (SGAM)». Per il quotidiano la società di gestione «sarebbe stata lasciata libera di speculare grazie ad una direzione complice e manchevole». Al centro del nuovo caso ancora i prodotti strutturati nei quali, secondo il giornale, la società di gestione avrebbe moltiplicato «gli investimenti rischiosi».

Il tutto avviene mentre sono ancora in corso le indagini sul caso di Jerome Kerviel, il giovane trader che nel gennaio del 2008 è stato individuato dal colosso bancario come il responsabile di una perdita di 4,9 miliardi. Oltre al caso Kerviel, negli ultimi mesi Société Générale è rimasta al centro dell'attenzione anche per la vicenda delle stock options attribuite ai vertici della banca, che avevano suscitato pesanti critiche anche da parte del governo francese. Il colosso del credito ha infatti beneficiato di un aiuto dello Stato di 1,7 miliardi di euro.

La notizia pubblicata da Liberation non ha colto troppo di sorpresa Michel Marchet, delegato nazionale del sindacato CGT per Société Générale che parlando con Apcom ha dichiarato: «sapevamo che a SGAM c'erano dei responsabili che si erano fortemente investiti in fondi rischiosi che avevano generato una situazione difficile. Questa però è una situazione diversa dal caso Kerviel perché non ci sono malversazioni ne frodi». Secondo il delegato sindacale «quando Liberation scrive che ci sono dei dipendenti che rischiano di essere licenziati, riporta un'informazione non esatta. Abbiamo negoziato molto per ottenere un accordo, con Société Générale e SGAM, per la ricollocazione di alcuni dipendenti. Questo accordo è stato siglato il 24 marzo scorso».

In un comunicato diffuso oggi Société Générale «smentisce formalmente le affermazioni di Liberation». La nota precisa che «Liberation fa confusione tra delle perdite e l'ammontare degli attivi trasferiti nel 2008 dagli OPCVM di SGAM verso Société Générale». La banca ha sottolineato anche che tutti i dati «sono stati resi pubblici nel quadro delle pubblicazioni finanziarie trimestrali del Gruppo».

La risposta di Société Générale non sembra però essere sufficiente a sgombrare il campo dai dubbi sul controllo del rischio che nutrono i piccoli azionisti, il tutto a poco meno di un mese dall'assemblea generale che si terrà il 19 maggio prossimo. «Se confermata, questa vicenda pone l'accento sul problema dell'esposizione al rischio, che le banche non controllano sufficientemente» ha spiegato ad Apcom Thierry Ottaviani, presidente dell'associazione `Sos Petits Porteurs' (Sos Piccoli Azionisti, ndr.) . «Negli ultimi anni gli istituti di credito hanno adottato una politica del `laissez faire' nel controllo del rischio». Secondo Ottaviani però c'è anche un altro problema che tocca i risparmiatori. «Sono stati venduti dei fondi monetari `dinamici' come se fossero dei fondi monetari tradizionali - rileva Ottaviani - il problema è che i primi sono strumenti d'investimento molto rischiosi e non basta la dicitura `dinamico' perché la gente comprenda che questo termine è un sinonimo di rischio. C'è una mancanza d'informazione. Anche di questo chiederemo conto durante l'assemblea degli azionisti di Société Générale».