21 giugno 2024
Aggiornato 10:00

Sabotaggio nel porto di Genova: ruote del treno saldate ai binari

Bloccata in parte circolazione ferroviaria nello scalo genovese

GENOVA - Un atto di sabotaggio, i cui lontani precedenti risalgono alla Resistenza e alle lotte sindacali degli anni Settanta, è stato scoperto stamattina nel porto di Genova. A ponte Etiopia sono stati trovati infatti una serie di carri merci le cui ruote sono state saldate alle rotaie. La Polmare ha aperto una inchiesta contro ignoti per sabotaggio, ma secondo la Polizia gli autori del gesto hanno avuto l'accortezza di segnalare la presenza dei vagoni bloccati con le apposite bandiere rosse che segnalano il pericolo.

I vagoni con le ruote saldate hanno bloccato tre linee ferroviarie che collegano ponte Etiopia al deposito merci. Ora le maestranze di ferrovie e Autorità portuale stanno effettuando i lavori di ripristino. Per bloccare i carri, le ruote sono state saldate alle rotaie utilizzando dei pezzi di metallo, delle «zeppe» simili a quelle usate per fermare le auto in divieto di sosta.

Quanto al perchè dell'atto gli inquirenti fanno notare la forte tensione che, da qualche tempo, sta colpendo lo scalo genovese: vertenza dei lavoratori del comparto ferroviario, la vicenda dei pensionati dell'ex Cap (Consorzio autonomo del porto) che si sono visti decurtare la pensione e chiedere il rimborso di forti somme dall'Inps e infine la nuova organizzazione del lavoro in porto che vede la fine del monopolio del lavoro portuale della Culmv, la Compagnia unica lavoratori merci varie.

Si tratterebbe, insomma, di un gesto dimostrativo che non aveva l'intenzione di mettere in pericolo l'incolumità delle persone. «Un gesto comunque inqualificabile - dice Claudio Burlando, presidente della regione Liguria - e di cui bisogna scoprire al più presto gli autori».