4 agosto 2020
Aggiornato 22:00
A Norimberga, in occasione del prossimo Biofach

Città del Bio: incontro a Norimberga

L'Associazione prosegue nel suo percorso di costruzione di una rete europea per promuovere la “Cultura del Bio”

A Norimberga, in occasione del prossimo Biofach (il più importante appuntamento fieristico europeo dedicato all’agricoltura biologica), che si svolgerà nei giorni dal 19 al 22 febbraio, l’Associazione incontrerà gli Amministratori degli Enti Locali Tedeschi interessati al progetto. Città del Bio sarà rappresentata dal direttore Ignazio Garau e da Claudio Serafini responsabile per i progetti europei.  Oltre al Consolato Italiano e alla stampa locale, sono già 25 i Sindaci della regione di Norimberga e della Baviera che hanno assicurato la loro presenza.

L’appuntamento di quest’anno è organizzato dalla Città di Norimberga, socia di Città del Bio, è sarà di tipo conviviale, perché, venerdì 20 febbraio, gli invitati si incontreranno a tavola. Sedersi a tavola è sicuramente il modo migliore per mettere insieme le persone, per confrontarsi sulle idee e sui progetti, per creare comunità di persone, solidali e pacifiche.

La responsabilità del menu è affidata a 2 brigate di cucina, una italiana e una tedesca, che collaboreranno assieme per offrire piatti tipici biologici della tradizione dei due paesi. Saranno la Provincia di Siena e, in particolare la Comunità Montana Amiata Val d’Orcia, a rappresentare l’Italia in cucina, con la chef Luisa Battistini e lo staff della «Taverna del Pian delle Mura» di Vivo d’Orcia (SI).

Il tema affidato agli Chef è: «Agricoltura biologica e cucina franco-toscana: verso un modello alimentare europeo». La «dieta mediterranea» (analizzata e valorizzata da Ancel Keys durante la sua permanenza in Italia, nel Cilento, che Spagna e Italia propongono sia dichiarata «patrimonio immateriale dell’umanità») e i nuovi modelli alimentari che si stanno sperimentando nella Regione Franca (di cui fa parte Norimberga), possono incontrarsi grazie all'agricoltura biologica e diventare riferimenti importanti per una alimentazione sana ed equilibrata, di valenza europea, ma non solo. D’altra parte, si sa, le tradizioni sono sempre frutto di incontri e contaminazioni tra culture, storie e esperienze le più diverse. E allora perché non porsi l’obiettivo di una nuova tradizione alimentare buona, biologica e solidale, prendendo spunto dall’agricoltura biologica e dal gradimento che la stessa sta riscontrando presso i consumatori?

Una nuova tradizione che abbracci e distribuisca i suoi benefici a tutti i cittadini, considerato che, come ci riferisce anche l'OMS, il 35-40% delle patologie sono di origine alimentare.

Oggi, in tempo di crisi economica, l’agricoltura biologica è un riferimento concreto e positivo che, assieme al settore della produzione ecocompatibile, del commercio equo e solidale e dell'eco-energia, contribuisce in maniera significativa a delineare il progetto di una «economia della natura».