27 maggio 2024
Aggiornato 06:30

Lucca: dai campi alla tavola, ecco la “filiera corta”

Firmato l’accordo per un progetto finanziato con 158mila euro

Lucca – Diventa realtà la Filiera Corta per promuovere tutte le attività che prevedono un rapporto più diretto tra la produzione agricola e i consumatori finali, grazie al protocollo d’intesa siglato da Provincia, Camera di Commercio e i comuni di Lucca e Capannori.
L’accordo sancisce rapporti e obblighi in merito all'attuazione della Filiera Corta e, in particolare, disciplina gli obiettivi generali, la definizione del procedimento da seguire e gli obblighi reciproci tra le parti, gli impegni della Provincia, della Camera di Commercio e dei Comuni di Lucca e Capannori, nonché i tempi di realizzazione e gli impegni finanziari.

Valorizzazione dei prodotti tipici - «La filiera corta – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Claudio Guerrieri - rappresenta oggi una ulteriore opportunità di valorizzazione dei prodotti tipici della nostra agricoltura e, più in generale, del territorio. In questo senso, dunque, la filiera corta serve a rafforzare l’immagine della provincia di Lucca e ad accrescerne l’attrattiva. Un progetto come la filiera corta, che ha al centro un territorio che sa preservare l’ambiente, mantenere la biodiversità e sa offrire al consumatore una maggiore consapevolezza rispetto alla qualità dei prodotti, non è soltanto la riscoperta di un’antica modalità di mercato, ma diventa uno strumento concreto di marketing».

Già individuati i mercati contadini settimanali: il Foro Boario per Lucca e l’area centrale di Marlia per la Piana, considerati particolarmente adatti, per ubicazione e struttura, all’iniziativa. Questi due punti non saranno esclusivamente centro di attività commerciale, ma anche di animazione e promozione. Si potranno conoscere più facilmente i prodotti locali di qualità, aumenteranno le opportunità di commercializzazione per le piccole aziende e per i produttori minori, i quali, senza passaggi intermedi, si assicurano un guadagno maggiore. Vantaggi anche per il consumatore, che potrà contare sull’acquisto di prodotti di qualità, più freschi e a prezzi ridotti (sempre grazie all’eliminazione dei passaggi intermedi).

Il progetto verrà realizzato nell’arco di tre anni, a partire dal prossimo mese di aprile, ed è stato finanziato dagli Enti firmatari per un totale di 78mila euro, ai quali si sommano gli 80mila di finanziamento regionale (totale nei tre anni: 158mila euro). Al termine del terzo anno, saranno attivate misure di autofinanziamento tali da veicolare sul progetto capitale privato, permettendo così il proseguimento dell’iniziativa.
L’intesa prevede la collaborazione delle organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) per coinvolgere il maggior numero di operatori e valorizzare il territorio attraverso la tipicità delle produzioni agroalimentari, la vendita diretta e la cultura del buon mangiare.