27 novembre 2020
Aggiornato 00:30

Crisi del settore automobilistico

Bassolino scrive al Presidente del Consiglio dei Ministri

Il Presidente della Regione, Antonio Bassolino, ha inviato la seguente lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi:

«Gentile Presidente,
in vista del Tavolo da lei opportunamente convocato intendo farle giungere alcune note sulla situazione del settore auto in Campania per affrontare nel modo migliore la grave crisi che sta investendo gli stabilimenti Fiat della Campania e le drammatiche difficoltà che vivono i lavoratori.

La FMA di Pratola Serra (AV), con circa 2000 dipendenti, è stata già interessata da oltre 16 settimane di CIG nel 2008. Con la conclusione della commessa GM per la produzione di motori per Opel verrà meno un terzo della produzione complessiva (oltre 100.000 motori). Ad oggi si prevedono non più di 3 o 4 mesi di lavoro e di produzione per l’intero 2009.
La Fiat di Pomigliano d’Arco, che pure ha visto circa 5000 dipendenti impegnati in un importante piano di riqualificazione, ha vissuto gravi difficoltà che si sono ulteriormente aggravate nell’ultima fase per il venir meno della produzione dei modelli Bravo e per le declinanti prospettive di mercato della 147. Ad oggi, per tutto il 2009, è previsto un utilizzo degli stabilimenti per non oltre 2-3 mesi.
L’unico stabilimento dove non vi è ricorso alla CIG è l’IRISBUS (ex IVECO) di Grottaminarda (AV), con circa 900 dipendenti, grazie a commesse pubbliche per la produzione di autobus.

La crisi coinvolge direttamente tutto il sistema dell’indotto e dei fornitori di 1° e 2° livello e investe anche le aziende non monocommittenti Fiat, già investite dalla CIG, da procedure di mobilità e, in alcuni casi, da chiusura per cessazione di attività.
Le attività collegate al settore auto in Campania occupano oltre 30.000 addetti concentrati soprattutto nel settore metalmeccanico, ma anche in quello chimico, tessile e dei servizi.
E’ dunque importante che la Fiat, anche alla luce del recente accordo con Crysler, definisca un nuovo progetto industriale per tutti gli stabilimenti italiani e che sia in grado di assegnare un nuova missione produttiva per Pomigliano d’Arco e per Avellino.
Ma, per contrastare la crisi in atto, abbiamo bisogno di un autentico piano nazionale, di un intervento a sostegno del settore auto, sul modello delle significative misure già assunte da Usa, Germania e Francia.

Occorrono anche interventi straordinari per il periodo 2009/2010 a sostegno dei redditi dei lavoratori investiti dalla crisi industriale superando i massimali attuali della CIGO e riconoscendo l’80% effettivo della retribuzione; estendendo la CIGO ai lavoratori precari (apprendisti, contratti a termine, interinali); estendendo alle piccole aziende la CIGO (- 10 dipendenti ) e la CIGS (- 16 dipendenti); riconoscendo la durata e il valore massimo della indennità di disoccupazione ordinaria per i lavoratori precari già licenziati.
Mi sembra inoltre giusto che al tavolo nazionale vi sia anche il diretto coinvolgimento e la partecipazione delle regioni per affrontare, con il concorso di tutti, una situazione così complessa e per verificare tutte le iniziative che insieme possiamo assumere per dare una risposta comune ad una crisi senza precedenti.
Una crisi che colpisce in maniera più grave gli stabilimenti Fiat della Campania rispetto al resto del Paese e che investe in maniera drammatica migliaia di lavoratori e di famiglie.

Con viva cordialità».