19 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Filiere agroalimentari

Federdistribuzione: filiere efficienti per dare le giuste risposte ai bisogni dei consumatori

Il presidente Barberini interviene al workshop di Consumers’ Forum sulle filiere agroalimentari

ROMA - «Risolvere il problema dell’inefficienza delle filiere agroalimentari è fondamentale per costruire un sistema di offerta in grado di soddisfare le nuove e più complesse esigenze dei consumatori e contenere al contempo i prezzi» ha commentato Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione, l’associazione che raggruppa le principali imprese della moderna distribuzione in Italia, durante il Workshop organizzato da Consumers’ Forum dal titolo «Filiere lunghe, filiere corte, filiere estemporanee».

«Il tema non è filiera lunga o filiera corta, ma quello di avere una filiera efficiente. Raggiunto questo obiettivo automaticamente la lunghezza della filiera sarà quella ottimale per ogni prodotto e contesto distributivo, come dimostra il confronto con le altre realtà europee» ha aggiunto Barberini.

Secondo il presidente di Federdistribuzione non si possono più rimandare interventi «ormai necessari» senza i quali «si vedrebbe arretrare ulteriormente il nostro Paese nelle classifiche della produttività, ma soprattutto il mondo agricolo sarebbe condannato ad un impoverimento di cui veramente non ha bisogno». Per questo bisogna «impostare un sistema di produzione, trasformazione e distribuzione in grado di assicurare una buona qualità dei prodotti che sia costante nel tempo; produzioni sufficienti a soddisfare la domanda; un sistema di sicurezza alimentare che preservi al massimo dall’insorgere di crisi e che sappia reagire tempestivamente. Tutto questo ricercando la massima efficienza, per ottenere un secondo risultato fondamentale: il miglior prezzo possibile dei prodotti».

Il presidente Barberini ha sottolineato come un sistema siffatto a regime debba risultare autosufficiente: «Quest’ultimo aspetto mi pare di grande rilevanza: il settore agro-alimentare non deve essere sostenuto dai contributi nazionali o comunitari. Questa può essere una necessità attuale, può essere un passo inevitabile nel cammino di miglioramento e sviluppo, ma l’obiettivo finale deve essere l’auto-sostenibilità, che scaturisce dall’aver realizzato un sistema moderno, innovativo e competitivo». Riprendendo l’intervento del senatore Paolo De Castro, il presidente di Federdistribuzione ha fatto riferimento anche al problema della frammentazione degli operatori nell’ambito delle filiere. »Questo è il problema principale, che si può riscontrare nella produzione agricola ma anche nella trasformazione industriale, nella logistica, nell’ingrosso e nel sistema distributivo. Facendo un qualunque paragone internazionale risulta che le dimensioni delle nostre imprese sono minori rispetto a quelle degli altri paesi europei, in qualsiasi anello della filiera si vada a proporre questo confronto. La frammentazione genera lunghezza delle filiere, quindi inefficienza complessiva del sistema e prezzi più alti per i consumatori».

«Introdurre maggiore efficienza nelle filiere non significa porre in secondo piano il ruolo della piccola e media impresa agricola – conclude Barberini - Al contrario le produzioni locali di qualità sono un patrimonio importante che deve essere valorizzato, poiché rispondono ad un bisogno specifico dei consumatori e sono l’espressione del ‘saper fare’ italiano. In questo senso è fondamentale che il rapporto tra la distribuzione moderna e le PMI continui e si intensifichi in chiave di partnership»