2 agosto 2021
Aggiornato 07:00
Tavolo di filiera del settore pesca

Pesca, sindacati: «Insufficienti risposte governo»

Le Organizzazioni sindacali mettono sotto accusa, in particolare, l'indisponibilità mostrata dal Ministro e dal governo nel reperire le risorse necessarie per i lavoratori sbarcati a seguito della demolizione del natante

Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila pesca-Uil hanno partecipato ieri pomeriggio alla riunione del tavolo di filiera del settore pesca, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, per contestargli alcuni recenti provvedimenti e per annunciargli il relativo e imminente stato di agitazione dei lavoratori. Le Organizzazioni sindacali mettono sotto accusa, in particolare, l'indisponibilità mostrata dal Ministro e dal governo nel reperire le risorse necessarie per i lavoratori sbarcati a seguito della demolizione del natante.

A tal fine, infatti, sono stati già stanziati 150 milioni di euro per le sole imprese mentre ai lavoratori e' stata negata l'indennità prevista dal fondo europeo per la pesca (fep) e dal programma operativo a livello nazionale, all'interno dei piani di gestione. Fai-Flai-Uila hanno, inoltre, contestato al Ministro i 30 milioni stanziati durante la crisi del caro-gasolio, che sono stati dirottati solo ed esclusivamente verso il sistema delle imprese senza prevedere una misura sociale per i lavoratori, come inizialmente convenuto.

Le critiche mosse dalle Organizzazioni sindacali riguardano, infine, la scarsa attenzione mostrata dal Ministro nel voler estendere anche alla pesca la cassa integrazione ordinaria prevista per il settore agricolo. In previsione del prossimo fermo pesca, pertanto, centinaia di migliaia di lavoratori rischierebbero di rimanere senza alcuna forma di sostegno al reddito. Per tutte queste ragioni Fai-Flai-Uila-pesca, non avendo ricevuto risposte adeguate, hanno deciso di proclamare per le prossime tre settimane lo stato di agitazione della categoria e hanno annunciato al Ministro che, in mancanza di una rapida convocazione e di risposte certe su queste problematiche, valuteranno ulteriori forme di protesta e lo sciopero generale con manifestazione a Roma.