20 febbraio 2020
Aggiornato 23:00
Secondo i dati Istat le vendite al dettaglio ad ottobre sono calate dell'1,6%

Consumi: forte calo delle vendite ad Ottobre

Per Adoc i prodotti non alimentari subiscono una flessione del 6%

Secondo i dati Istat le vendite al dettaglio dei beni secondari ad ottobre sono calate dell'1,6%. Per Adoc è un valore che non rispecchia la realtà, il calo è stato molto più deciso, pari al 6-7%.
«Secondo le stime dell'Adoc le vendite di beni non alimentari sono calate del 6-7% nell'ultimo periodo- dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - contrariamente a quanto affermato dall'Istat, i cui dati sono a volte incomprensibili, ai limiti del paradossale. Illustrano una situazione totalmente diversa dallo stato reale di crisi in cui versano il Paese e le famiglie.

L'aumento delle vendite della grande distribuzione (+0,7% secondo i dati dell'Istituto) sono giustificati dalla resistenza alla crisi dei discount, unici a dare la possibilità alle famiglie di soddisfare le proprie esigenze alimentari senza rimetterci lo stipendio. Tra i settori che più risentono della crisi resiste solo l'abbigliamento sportivo, economico e, molto spesso, di buona qualità. Male l'abbigliamento di media-bassa qualità e calzature. Un danno che si ripercuote su tutta l'economia italiana, dato che sono settori nevralgici.»

Per Adoc dai dati emerge la grave crisi dei piccoli esercizi.

«I piccoli esercizi, soprattutto nei centri storici, hanno visto calare la loro presenza di almeno il 20% nell'ultimo anno - continua Pileri - per combattere la crisi e dare ossigeno all'economia delle famiglie e del commercio sarebbe stato utile detassare la tredicesima e anticipare i saldi almeno al 20 dicembre. A causa dei rincari di quest'anno, che hanno provocato un maggior esborso per le famiglie di 1700 euro, su una tredicesima di 1400 euro circa l'85% se ne andrà per pagare la rata del mutuo, le bollette di luce e gas, l'Rc Auto e le spese natalizie, oltre alle spese per la benzina e le altre scadenze mensili. Un salasso per le famiglie italiane, che praticamente hanno già speso la tredicesima prima di incassarla e che oggi più che mai fanno affidamento sul surplus di stipendio per fronteggiare la crisi.»