1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
Lotta alla contraffazione

Sequestri di giocattoli e cosmetici da Padova ad Agrigento

I giocattoli erano privi di documentazione di conformità alle norme di sicurezza, senza istruzioni in italiano ne' indicazioni sull'uso delle batterie

Oltre 360 mila giocattoli (pupazzi, macchinine, mikado, puzzle, lavagne, animali, pelouche ed altro), tutti riportanti un falso bollino CE, sono stati bloccati in deposito in zona industriale a Padova poco prima di essere immessi in commercio. I giocattoli erano privi di documentazione di conformità alle norme di sicurezza, senza istruzioni in italiano ne' indicazioni sull'uso delle batterie.

E' uno dei più ingenti sequestri operati in Veneto dalla Guardia di finanza, che va ad incrementare i recenti risultati (sequestro di altri 100.000 prodotti contraffatti) ottenuti dalle Fiamme Gialle di Padova a seguito dell'intensificazione dei servizi anti contraffazione in prossimità delle festività natalizie. Il valore all'ingrosso della merce sequestrata e' di oltre 1.500.000 euro. Il titolare dell'azienda, di origine cinese, regolarmente presente sul territorio italiano, e' stato denunciato all'autorità Giudiziaria per vendita di prodotti contraffatti.

I finanzieri della compagnia di Agrigento, nel corso di controlli in negozi di casalinghi e grossisti della provincia, hanno sequestrato 13.318 confezioni di cosmetici e di prodotti per la pulizia personale (profumi, deodoranti, trucchi, shampoo, balsamo, dentifrici), esposti per la vendita o pronti per essere commercializzati, privi della prevista etichetta o foglio informativo in lingua italiana. Tali prodotti, del valore superiore ai 30 mila euro, quindi, non potevano essere immessi sul mercato. Si sospetta che siano probabilmente di «importazione parallela», una prassi commerciale nella quale può insinuarsi la contraffazione. Si tratta, cioè, di merci di provenienza extraeuropea, prive di etichettatura in lingua italiana e fatte entrare nel territorio doganale italiano eludendo gli adempimenti previsti dalla legge. Tali prodotti sono spesso venduti a prezzi inferiori a quelli normalmente praticati, a discapito dei consumatori cui viene negato il diritto a una corretta informazione. Pesanti sanzioni amministrative, di carattere pecuniario, sono state comminate non solo ai rivenditori, ma anche ai fornitori. Parte dei prodotti sequestrati recavano informazioni scritte in lingua araba, russa e greca.

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