27 maggio 2024
Aggiornato 02:00
Verifica dei danni per consentire la dichiarazione di calamità naturale per l'agricoltura

Coldiretti: «Milioni di danni. Calamità in agricoltura»

E' quanto emerge da un primo bilancio della Coldiretti che evidenzia situazioni di difficoltà nelle campagne dal nord al centro e sud: dal Piemonte al Lazio, dalla Toscana alla Basilicata fino alla Calabria

E' necessario avviare le procedure di delimitazione dei territori e di verifica dei danni per consentire la dichiarazione di calamità naturale per l'agricoltura in molte regioni dove si contano perdite per milioni di euro, con campi allagati, semine perse, ortaggi distrutti, animali annegati e mezzi agricoli coperti dal fango. E' quanto emerge da un primo bilancio della Coldiretti che evidenzia situazioni di difficoltà nelle campagne dal nord al centro e sud: dal Piemonte al Lazio, dalla Toscana alla Basilicata fino alla Calabria.

Le esondazioni dei fiumi e la pioggia intensa hanno provocato - sottolinea la Coldiretti - smottamenti e frane nelle campagne con grandi difficoltà di circolazione nelle strade rurali e aziende e allevamenti rimasti isolati. Sono stati allagati i campi già seminati a cereali e distrutte intere coltivazioni di patate e ortaggi, mentre in alcune aree è stata sospesa la raccolta delle olive e si teme per il raccolto. Gravi i danni - continua la Coldiretti - anche per l'attività di allevamento con animali dispersi e annegati mentre molti mezzi meccanici sono stati completamenti coperti dal fango e resi inutilizzabili.

L'alternarsi di periodi di siccità con quelli di pioggia intensa è uno degli effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una modificazione della distribuzione delle piogge e l'aumento dell'intensità delle precipitazioni. Un tendenza che mette a rischio la sicurezza idrogeologica del paese anche a causa del fatto che - denuncia la Coldiretti - al progressivo abbandono del territorio e all' urbanizzazione spesso incontrollata non e' corrisposto l'adeguamento della rete di scolo delle acque.

Nell'ultimo quarto di secolo - conclude la Coldiretti - sono scomparsi quasi 6 milioni di ettari di suolo agricolo e, secondo le stime dell'Anbi, se nell'arco di tempo 1990-2016 il ritmo di cementificazione del territorio rimanesse inalterato, si sarà persa una superficie agricola utilizzata pari al 17,5 per cento del territorio nazionale, vale a dire un'area superiore a quella delle regioni Sicilia e Sardegna.