19 maggio 2024
Aggiornato 17:00
Internazionalizzazione agroalimentare italiano

Presentato il progetto Italia e Nuova Zelanda

Il Presidente di Confagricoltura Vecchioni: «Buone opportunità per gli imprenditori agricoli italiani»

Favorire investimenti reciproci, trasferire know how nei processi produttivi e di trasformazione, agevolare lo scambio di innovazioni, specie per quanto riguarda la meccanizzazione, incentivare l’interscambio. Sono questi gli obiettivi del progetto di cooperazione che Italia e Nuova Zelanda stanno sviluppando nel settore agroalimentare, presentato oggi a Milano, presso la Camera di Commercio, nel corso del seminario «Italia e Nuova Zelanda verso i nuovi mercati emergenti. Un primato agroalimentare tra tradizione e innovazione.»

Il seminario, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle Organizzazioni di settore interessate, è stato aperto dal sottosegretario di Stato agli Affari esteri, Stefania Craxi, e concluso dall’ambasciatore della Nuova Zelanda Laurie Markes.  Lo scopo, quello incoraggiare le imprese italiane a considerare investimenti e forme di cooperazione con il settore agroalimentare neozelandese, con una particolare attenzione all’espansione delle vendite nei mercati asiatici.

La Nuova Zelanda, infatti, si trova in una posizione strategica nei confronti  dei Paesi dell’Asia, verso i quali può funzionare una piattaforma per favorire i flussi esportativi. E’ l’unico Paese del mondo ad avere un accordo di libero scambio con la Cina, che prevede l’eliminazione delle tariffe sul 96% delle esportazioni nel corso dei prossimi cinque anni ed ha anche recentemente concluso un accordo di libero scambio con Asean, l’associazione delle nazioni del sudest asiatico, che le consentirà di beneficiare di riduzioni tariffarie con Singapore, Tailandia, Indonesia, Filippine, Malesia, Vietnam, Cambogia, Laos e Myanmar.

«La Nuova Zelanda – ha detto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, - offre molte opportunità agli imprenditori agricoli italiani in settori importanti, come l’acquacoltura e l’allevamento, nello sviluppo di filiere di qualità e di sistemi tecnologicamente avanzati, nella ricerca e nell’innovazione.»

La seconda fase del progetto prevede una visita istituzionale in Nuova Zelanda, tra la fine di febbraio e i primi di marzo 2009, a cui parteciperà una qualificata delegazione di imprese dell’agroalimentare italiano e dei fornitori di mezzi tecnici.

Infine, il Forum internazionale italo-neozelandese sulle filiere dell’agroalimentare, che dovrebbe essere realizzato alla Fiera internazionale del bovino da latte di Cremona nell’ottobre 2009.

Import Export Saldo Italia – Nuova Zelanda Agroalimentare
Gennaio – Dicembre. Valori in Euro, dati cumulati

 

ANNO

 

Nuova Zelanda

     import                 export                 saldo

2003

 

2004

63.373.337

57.287.533

23.019.733

24.451.540

-40.353.604

-32.835.993

2005

 

71.934.761

24.948.630

-46.986.131

2006

 

63.349.146

29.619.698

-33.729.448

2007

 

55.603.081

28.861.368

-26.741.713

2008

(gennaio/agosto)

46.642.903

18.584.834

-28.058.069


(Elaborazioni Confagricoltura su dati ISTAT)