19 luglio 2024
Aggiornato 00:30
Commercio estero

E' record export pasta (+46%) ma crolla il prezzo del grano

E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in vista del «World Pasta Day» di sabato prossimo a Istanbul

Nel 2008 il valore delle esportazioni di spaghetti, tagliatelle, tortellini e penne fa segnare un record storico attorno al miliardo di euro nel primo semestre con un balzo in avanti del 46 per cento a livello mondiale rispetto allo scorso anno, e punte del 50 per cento nei paesi dell'Unione Europea dove finisce un terzo del totale delle spedizioni oltre confine. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in vista del 'World Pasta Day' di sabato prossimo a Istanbul. Il prodotto simbolo del made in Italy sembra essere in controtendenza con la crisi economica generale e - sottolinea la Coldiretti - trionfa anche sui mercati asiatici, dove l'export è raddoppiato in valore, tanto da avvicinare i livelli degli Stati Uniti, gli unici a rimanere sostanzialmente stabili.

I risultati positivi sul mercato interno ed internazionale evidenziano però che - denuncia la Coldiretti - è in atto una scandalosa speculazione sul piatto preferito dagli italiani con le quotazioni del grano che sono oggi sono dimezzate dall'inizio dell'anno mentre la pasta di semola di grano duro è stata tra gli alimentari quella che addirittura ha subito i maggiori incrementi, secondo l'Istat.

Il rapporto Ref per Ancc-Coop stima che, per effetto dei rincari, gli italiani spenderanno solo per l'acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in piu' nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia. La pasta non accenna a diminuire e ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, nonostante il fatto che - sottolinea la Coldiretti - il grano duro sia oggi attorno ai 0,28 euro al chilo. All'inizio dell'anno la pasta - ricorda la Coldiretti - era a 1,4 euro al chilo mentre il grano a 0,48 euro al chilo e si è dunque verificato un progressivo ed ingiustificato allargamento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo: aumenta del 14 per cento quello della pasta di semola mentre cala del 42 per cento il prezzo del grano.

Una situazione drammatica nelle campagne per il forte aumento dei costi di produzione, del 56 per cento per i concimi necessari per fertilizzare il terreno, che sta mettendo in difficoltà - conclude la Coldiretti - gli agricoltori italiani che hanno avviato in molte regioni una mobilitazione per salvare il futuro delle coltivazioni Made in Italy con l'aumento della dipendenza dall'estero.