16 settembre 2019
Aggiornato 00:30
CCNL Artigianato

Riforma modello contrattuale artigianato

Confederazioni Artigiane presentano proposte a CGIL, CISL, UIL

Potrebbe definirsi in tempi brevi l’intesa al tavolo tra Confartigianato, Cna e le altre sigle dell’artigianato e Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale nell’artigianato che è l’unico settore, oltre a quello industriale, ad affrontare la verifica del sistema di contrattazione.

Infatti, dopo sei incontri della trattativa avviata il 3 luglio, le confederazioni artigiane hanno presentato ai sindacati un documento di proposte sulla riforma del modello contrattuale nell’artigianato. «La proposta delle confederazioni dell’artigianato - precisa Stelvio Gauzzi, segretario di Confartigianato Imprese Perugia - prevede la piena attuazione del modello contrattuale decentrato su base territoriale per realizzare e distribuire produttività dove si genera e dare risposte all’emergenza salariale».

In pratica, si tratta di una sostanziale conferma del modello sottoscritto il 14 febbraio 2006 tra confederazioni artigiane e Cgil, Cisl e Uil, basato su due livelli contrattuali, nazionale e regionale, di pari cogenza, con un forte decentramento al livello regionale sia per quanto concerne le materie da trattare, sia per quanto concerne la parte economica.
«Nel documento presentato dalle confederazioni artigiane - continua Gauzzi -, la tutela dei salari avviene nell’ambito dei due livelli contrattuali (contratto collettivo nazionale di lavoro e contratto collettivo regionale di lavoro) e sarà attuata adeguando le retribuzioni nazionali all’‘inflazione concordata’ tra le parti firmatarie dell’accordo sulla base di parametri ufficiali di riferimento elaborati da un soggetto terzo individuato dalle parti».

«La contrattazione di II livello - conclude il segretario Gauzzi - avrà il compito di ridistribuire la produttività del lavoro sulla base di parametri congiuntamente concordati tra le parti sociali a livello regionale e di integrare la tutela del potere di acquisto delle retribuzioni in caso di scostamento tra l’inflazione presa a riferimento e l’inflazione reale all’epoca degli accordi regionali».
Le organizzazioni artigiane hanno inoltre formulato la richiesta di portare il sistema artigiano ad un contratto unico. In occasione del prossimo incontro Cgil, Cisl e Uil consegneranno alle confederazioni artigiane un documento di proposte riguardanti la bilateralità.