20 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Moria delle api

Confagricoltura: «Trovare soluzione equilibrata per agricoltori e apicoltori»

Secondo Confagricoltura il problema è complesso: «L’unica certezza, ad oggi, è che l’origine del danno sia dovuta all’interazione di più fattori»

«Tutela del patrimonio apistico ai fini della conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dello stesso buon esito dell’attività agricola e conferma dell’impegno degli agricoltori ad utilizzare gli agrofarmaci nel rispetto di questi obiettivi». E’ questo il punto di vista di Confagricoltura espresso oggi in occasione dell’audizione alla Camera sulla moria delle api.

Secondo Confagricoltura il problema è complesso: «L’unica certezza, ad oggi, è che l’origine del danno sia dovuta all’interazione di più fattori».

L’Organizzazione degli imprenditori agricoli sostiene che non esistano ancora evidenze scientifiche univoche e chiare che riconducano ai concianti neonicotinoidi tutta o parte della responsabilità della moria delle api, mentre esistono evidenti riscontri del miglioramento che essi hanno apportato in termini di protezione del mais, garantendo elevate produzioni e di qualità.

«Occorre quindi – ha detto Confagricoltura - trovare una soluzione equilibrata, che tenga conto delle esigenze dei vari comparti attraverso l’elaborazione di un vero e proprio piano di azione, basato anche sulle esperienze degli altri Paesi europei che hanno già affrontato la questione».

In primo luogo l’Organizzazione chiede di contenere al minimo la sospensione dei prodotti, visto che le emissioni di polveri all’atto della semina del mais conciato, problema individuato come causa della moria delle api, possono essere drasticamente ridotte con interventi tecnici immediatamente applicabili sulle seminatrici pneumatiche, comprese quelle già in uso presso le aziende agricole ed agromeccaniche.

E’ possibile inoltre fornire alle ditte sementiere, in poco tempo, precise istruzioni - attraverso disciplinari da adottare in via obbligatoria - dirette ad abbattere ulteriormente la polverosità del seme conciato. In tal modo il prossimo anno si potrà verificare concretamente l’efficacia delle azioni messe in atto per limitare i rischi potenziali dell’uso di tali prodotti.

In ogni caso andranno attivati ulteriori approfondimenti scientifici volti ad individuare le possibili cause di moria delle api. A cominciare dai prodotti utilizzati nella cura delle loro malattie.