7 dicembre 2019
Aggiornato 12:00
Emergenza cibo

Fame, la vera crisi

Secondo la Fao, sono 925 milioni le persone denutrite. 75 milioni in più del 2007

E’ un mondo in crisi quello che ci troviamo sempre più spesso a raccontare oggi. Crisi di varia natura, da quella economica che sta investendo i mercati di tutto il mondo, a quella militare, con il ritorno delle superpotenze mondiali su posizioni del secolo scorso. Crisi ambientali e climatiche, per le quali il destino del pianeta è messo a dura prova dalla violenza usurpatrice dell’uomo. Crisi sociali, morali, etiche. Dentro a questo desolante scenario c’è un’altra, immensa, crisi. Un dramma che noi occidentali, cittadini di paesi ricchi e sviluppati, non percepiamo sulla nostra pelle. E’ la tragedia alimentare, che colpisce le zone più povere del mondo e non accenna dare segni di miglioramento. Anzi.

«Il numero delle persone denutrite prima dell'impennata dei prezzi del 2007-2008 ammontava a 850 milioni. Solamente nel 2007 tale numero è aumentato di 75 milioni raggiungendo quota 925 milioni». Lo ha detto Jaques Diouf, direttore generale della Fao, nel corso di un'audizione al Senato, alla presenza delle Commissioni congiunte Affari Esteri e Agricoltura dei due rami del Parlamento. L'audizione rientra nell'ambito di un'indagine conoscitiva voluta dal Parlamento, per verificare gli esiti del vertice internazionale organizzato dalla Fao a Roma sull'emergenza cibo.

Ecco il trend angosciante degli ultimi anni: dopo il +12% tra il 2005 e il 2006 e il +24% nel 2007, nei primi sette mesi dell'anno l'indice Fao dei prezzi alimentari ha registrato un aumento di circa il 50%. Nonostante le previsioni migliori per la produzione cerealicola mondiale, che dipenderà dall'aumento delle superfici coltivate soprattutto nella Federazione Russa, secondo la Fao, i prezzi resteranno ancora sostenuti per diversi anni e nei paesi poveri la crisi alimentare continuerà.

Il contesto dell'emergenza alimentare mondiale è uno dei più difficili degli ultimi decenni e in questo quadro l'Italia, che presiederà il G8 l'anno prossimo, «ha una responsabilità storica» ha detto ancora Diouf.

Il lavoro dell'agenzia Onu sull'emergenza cibo, partito con l'iniziativa contro il rialzo dei prezzi alimentari lanciata da Diouf nel dicembre scorso e proseguito con il vertice internazionale, al quale hanno partecipato oltre 43 capi di Stato e di governo, proseguirà nei prossimi giorni con la diffusione di nuovi dati sulla crisi alimentare mondiale. La sfida che attende la comunità
internazionale nei prossimi anni per rispondere alla domanda alimentare globale è «di grandi proporzioni» e, sempre secondo Diouf, occorrono almeno «30 miliardi di dollari all'anno per raddoppiare la produzione alimentare utile a sfamare i 9 miliardi di abitanti del pianeta».

Si tratta di una «cifra assai modesta - ha detto Diouf - se messa in rapporto con il sostegno che i Paesi Ocse danno al proprio settore agricolo, che ammonta a 376 miliardi di dollari, e con le spese per gli armamenti che hanno raggiunto, nel 2006, i 1204 miliardi di dollari».

Il direttore generale ha poi rivolto un appello all'unità della comunità internazionale che in occasione del vertice tenutosi a Roma nel mese di giugno ha annunciato risorse per un totale di 11 miliardi di dollari. Se si aggiungono i contributi promessi prima e dopo la conferenza, l'ammontare complessivo, stima la Fao, è di circa 23 miliardi di dollari. «Molte di queste promesse - ha concluso - devono però ancora concretizzarsi».

Ste.Ca.