10 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
La Commissione UE verso il disaccoppiamento totale

Il Sindacato a difesa del settore tabacco

«Caricare la coltura del tabacco di impropri valori etici significa ignorare che il consumo del tabacco non diminuisce con il venir meno della coltivazione»

Nel corso dell’incontro degli operatori della filiera del tabacco con il Ministro Zaia, FAI-FLAI-UILA hanno ribadito la volontà di difendere la coltura del tabacco in Europa ed in Italia contro la manifesta volontà della Commissione UE di penalizzare il settore attraverso il ricorso al disaccoppiamento totale.

Caricare la coltura del tabacco di impropri valori etici, come fa la Commissione, significa ignorare che, come dimostrato dell’esperienza degli ultimi anni, il consumo del tabacco non diminuisce con il venir meno della coltivazione. E’ evidente, infatti, che a fronte di un ridimensionamento della coltivazione, l’industria europea sarebbe costretta ad accrescere le già rilevanti importazioni dai paesi extracomunitari.

La salute dei consumatori si tutela anche attraverso l’uso di tabacchi puliti dai residui chimici, a basso contenuto di nicotina e di elevata qualità. Requisiti non sempre garantiti dalle produzioni extraeuropee.

La coltura del tabacco, con i suoi 100.000 addetti, 30.000 ha coltivati, 96.000 t. prodotte, 385 mil/¤ di fatturato rappresenta una significativa realtà economica ed occupazionale dell’agricoltura italiana che FAI-FLAI-UILA intendono tutelare attraverso una forte azione di pressione sulle istituzioni europee. A tal proposito i sindacati italiani sono in stretto contatto con la centrale sindacale europea (EFFAT) per una efficace azione comune.

Mantenere l’attuale regime di disaccoppiamento parziale, prorogando il Regolamento in vigore fino al 2013, è la richiesta che sindacati ed operatori della filiera hanno consegnato al Ministro Zaia perché la sostenga con forza nelle sedi istituzionali europee.