12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Indagine ADOC

La colazione al bar costa il 14,7% in più del 2007

Caffelatte e biscotti a casa costano il 9% in più

Indagine dell’Adoc sui costi della prima colazione, effettuata al bar o a casa. Secondo le stime dell’Associazione, mediamente i costi per i prodotti da bar sono aumentati del 14,7% rispetto al 2007, i prodotti da consumare a casa hanno subito rincari medi dell’8,4%.

«La forte spinta inflazionistica ha fatto lievitare anche i prezzi dei prodotti destinati alla prima colazione – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – per i prodotti da consumare tra le mura domestiche, i rialzi maggiori li hanno subiti il latte, in rialzo del 12,8% e i suoi derivati, quali burro (+32,8%) e yogurt (+18%). Il forte rincaro della frutta (+36% in un anno), ha comportato un aumento del costo della marmellata, un barattolo costa l’8,2% in più del 2007, e dei succhi di frutta, in rialzo del 7,3%. Anche i prodotti di derivazione cerealicola segnano aumenti, come il pancarré per i toast (+14,2%) e le fette biscottate (+11,8%). Anche se questi prodotti hanno subito aumenti consistenti, rimane il fatto che fare colazione a casa conviene: una colazione tipo composta da un caffé e 50 grammi di biscotti (0,21 euro) costano mediamente il 740% in meno rispetto ad un caffé più cornetto del bar (1,85 euro). Parafrasando un noto proverbio, si può dire che il mattino ha l’euro in bocca».

Anche la colazione effettuata al bar, secondo l’Adoc, registra aumenti significativi. «Un classico caffé e cornetto costa l’8,8% in più del 2007 – continua Pileri - un cappuccino è aumentato di quasi il 9%, come un bicchiere di succo di frutta e una tazzina di caffé al ginseng. Anche uno spuntino veloce come tramezzino e succo di frutta costa il 6,5% in più dell’anno scorso, per un totale di 4,56 euro. Poco meno del valore defiscalizzato di un buono pasto, attualmente a quota 5,35 euro. Un valore inadeguato al costo della vita. In Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell’Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro. Considerato che gli utenti giornalieri sono circa 2 milioni, che sfruttano i loro buoni in 100 mila ristoranti convenzionati, aumentare il valore dei buoni, aiuterebbe i consumatori in un momento di gravi difficoltà economiche».