15 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
Finanziaria e Mezzogiorno

Sbarra (Cisl): «Inaccettabile ed inquietante il taglio del Credito d'Imposta al Sud»

«La Banca d'Italia e tutti i centri di rilevazione statistica affermano che il Mezzogiorno vive una condizione di estrema precarietà»

«La manovra economica triennale del Governo Nazionale presentata dal Ministro Tremonti contiene provvedimenti penalizzanti verso le politiche nel Mezzogiorno». Lo afferma in una nota il Segretario della Cisl Calabria, Luigi Sbarra sottolineando la necessità di «una forte iniziativa parlamentare di tutte le forze politiche meridionali di maggioranza e opposizione per modificare e correggere questa impostazione antisociale della manovra economica e del decreto milleproroghe e per evitare ulteriori e pesanti penalizzazioni del Mezzogiorno e della Calabria che invece necessita di robusti interventi finanziari ordinari per rilanciare l'iniziativa su sviluppo, crescita, occupazione e competitività del nostro sistema territoriale».

«Avevamo già denunciato - tiene a precisare il Segretario regionale - come tali interventi previsti nel DPEF si muovessero in aperta contraddizione con le confermate e crescenti preoccupazioni rispetto alle difficoltà economiche e sociali nel Sud.
La Banca d'Italia e tutti i centri di rilevazione statistica affermano che il Mezzogiorno vive una condizione di estrema precarietà , si allargano i differenziali di crescita e di sviluppo verso le altre aree del paese , aumentano le disparità territoriali. A fronte di questo quadro desolante - si legge ancora nella nota - dove i principali indicatori economici e sociali del meridione volgono al peggio ci si aspettava una forte spinta del governo attraverso iniziative legislative capaci di concentrare nel mezzogiorno maggiori risorse e forti stanziamenti , progetti e programmi sul versante delle infrastrutture , fiscalità di vantaggio , attrazione degli investimenti , innovazione , ricerca , formazione nonché sui temi della sicurezza e per la legalità». «Al contrario - precisa - assistiamo a riduzioni drastiche delle risorse per il Mezzogiorno che nelle tabelle del D. L. 112/2008 ammontano a quasi 10 miliardi di euro nel prossimo triennio.

Il rischio evidente è che alle risorse già revocate ex Fintecna per le infrastrutture in Calabria ed in Sicilia , ad oggi non ancora ripristinate e riscritte nel Bilancio dello Stato , si aggiungano ulteriori e pesanti contrazioni di stanziamenti compromettendo le opportunità di crescita e di sviluppo dei sistemi territoriali meridionali. La modifica dei vincoli sull'utilizzo dei fondi FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) provoca da un lato l'annullamento dell'obbligo di riservare al Sud l'85% delle risorse dall'altro mette in discussione le quote di cofinanziamento nazionale per il settennio 2007/2013 del nuovo Quadro Comunitario di Sostegno legato ai Fondi Comunitari». Altra difficoltà è legata alla confusione sul tema Attrazione degli Investimenti e Sviluppo d'Impresa in quanto non viene assicurata alcuna certezza di risorse da far confluire nel fondo determinando così un blocco dei possibili investimenti nelle aree meridionali. A questo quadro allarmante conclude la nota - oggi si aggiunge l'ennesimo provvedimento antimeridionale contenuto nel Decreto Milleproroghe che prevede di ridurre gli investimenti collegati al Credito di Imposta indebolendo l'impianto degli incentivi a favore del Sud e scoraggiando così possibili investitori locali ed esterni a realizzare attività di impresa nelle aree meridionali. Tutto ciò è inaccettabile!«