16 ottobre 2021
Aggiornato 04:30
Immigrazione

Manovra, Soldini (Cgil): «Si nega assegno sociale agli immigrati»

«Un emendamento alla manovra triennale nega a tutti gli effetti l’assegno sociale agli immigrati»

«Un emendamento alla manovra triennale nega a tutti gli effetti l’assegno sociale agli immigrati». La denuncia è del responsabile dell’ufficio per le Politiche dell’Immigrazione della Cgil Nazionale, Pietro Soldini. Ieri, infatti, con il voto di fiducia al maxi emendamento al decreto legge 112/2008, è stato approvato, spiega Soldini, «un emendamento al comma 10 dell’at. 20 che stabiliva i requisiti richiesti ai cittadini stranieri ultra sessantacinquenni per avere diritto all’assegno sociale, fissati in cinque anni di soggiorno legale e continuativo».

L’emendamento approvato, continua, «prevede oltre al soggiorno legale, anche un lavoro legale continuativo con un reddito non inferiore all’assegno sociale stesso e, ancora più grave, passa dai 5 ai 10 anni il periodo minimo».

«In concreto - osserva il sindacalista - significa negare l’assegno sociale a tutti gli immigrati e prevederlo in teoria soltanto per quelli che non ne hanno bisogno perché avranno avuto un lavoro ed un reddito che gli darà diritto alla pensione contributiva». Questo provvedimento, quindi, giudica il dirigente sindacale della Cgil, «snatura il senso profondo dell’istituto dell’assegno sociale come strumento di aiuto ai soggetti più deboli ed accentua in modo intollerabile le discriminazioni normative nei confronti degli immigrati».

«Queste scelte - conclude Soldini - renderanno più difficili i percorsi d’integrazione dei cittadini immigrati ed acuiranno fenomeni di emarginazione, insicurezza e tensione sociale. La Cgil valuterà tutte le iniziative possibili per rimuovere norme che risultano palesemente discriminatorie ed incostituzionali».