28 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Secondo i dati Istat a maggio c’è stato un incremento complessivo delle vendite al dettaglio dello 0,5%

Commercio: per ADOC non c’è ripresa, consumi in calo del 6%

Per Adoc grave il dato sul calo delle vendite dei piccoli esercizi

Secondo i dati Istat a maggio c’è stato un incremento complessivo delle vendite al dettaglio dello 0,5%, ma una flessione dello 0,7% delle vendite dei beni non alimentari. Per Adoc non sono i segni di una prossima ripresa.

«Non c’è nessun segnale di ripresa economica – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – al contrario, secondo i nostri dati, a maggio c’è stato un calo dei consumi intorno al 6%. Colpiti soprattutto i beni secondari, quali abbigliamento, calzature, elettrodomestici. Gli italiani, causa il carovita e la perdita del potere d’acquisto devono rinunciare necessariamente ai beni e servizi non indispensabili: solo una famiglia su quattro andrà in vacanza quest’estate, i saldi stanno registrando una flessione media delle vendite del 30%, il 40% degli automobilisti non usa più la macchina o la usa solo una volta alla settimana. Per risalire e affrontare seriamente la lotta al carovita è necessaria una riduzione generalizzata dei prezzi al consumo, pari al 10-15%, e delle tariffe, che incidono per almeno il 35% sui redditi delle famiglie».

Per Adoc grave il dato sul calo delle vendite dei piccoli esercizi.

«I piccoli esercizi sono in grave crisi – continua Pileri – stiamo assistendo ad una desertificazione delle aree commerciali dei centri storici, dove negli ultimi tempi si sono ridotti del 20% i piccoli negozi, i banchi e gli ambulanti. O sono stati costretti ad aumentare i prezzi al consumo dei prodotti venduti, con pesanti ricadute sui consumatori. E’ necessario salvaguardare questo settore del commercio, penalizzato dalle difficoltà economiche delle famiglie e da una tassazione locale spesso troppo elevata, anche per prevenire un impoverimento economico e culturale dei comuni stessi».