7 dicembre 2022
Aggiornato 15:30
Il 5 gennaio 2018

L'antico rituale del Grande Esorcismo a Tarcento

La solenne benedizione dell’acqua e del sale che si svolge, tutti gli anni alla vigilia dell’Epifania, affonda le sue radici nella tradizione aquileiese

TARCENTO – È apparentemente una Messa come le altre. In realtà (e lo si comprende subito) converge in sé molti significati e simbologie rituali, antichissimi. La solenne benedizione dell’acqua e del sale che si svolge a Tarcento, tutti gli anni alla vigilia dell’Epifania, affonda infatti le sue radici nella tradizione della Santa Madre Chiesa di Aquileia, quando il 6 gennaio coincideva con il Battesimo di Gesù e non (come oggi invece ricordiamo) l’arrivo dei Re Magi a Betlemme.

Una Funzione che non ci si aspetta 
Il 5 gennaio, alle 17, come ormai avviene da oltre un decennio, il vicario foraneo di Tarcento, l'arciprete monsignor Duilio Corgnali, celebrerà l’antico rituale del Grande Esorcismo, contro Satana e gli Angeli ribelli. Una Funzione che non ci si aspetta, capace di coinvolgere anche chi si dice distante dai rituali della Chiesa Cattolica. Non è un caso, infatti, se il Duomo di Tarcento negli ultimi anni è sempre più gremito di persone che accorrono per partecipare in prima persona.

Il rito è completamente in lingua latina e dura circa un’ora
Si comincia con le litanie dei Santi e col canto dei Salmi: con 28, Dio benedice il popolo; nel 45, viene riconosciuto un rifugio nel Padre; il numero 146 fa cenno alla speranza, ricordando di confidare in Dio e non nei potenti. Quindi è la volta della grande Preghiera contro il male e il suo principio, Satana. A chiudere la celebrazione il canto del Magnificat, del Te Deum e la benedizione solenne su tutti i fedeli presenti in chiesa e con loro l’acqua (disponibile anche in Duomo) e il sale. Con questi ‘strumenti’ i fedeli potranno benedire la propria casa e la propria famiglia.