12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Fatto il punto sulla sistemazione della Cavarzerani

«Pochi uomini in divisa per fronteggiare l'arrivo di nuovi profughi»

L'allarme è del Sap, il Sindacato autonomo di polizia, che ha espresso le proprie preoccupazioni al prefetto di Udine Zappalorto

UDINE – Pochi uomini in divisa, troppi migranti a zonzo, preoccupazione per i possibili arrivi di massa dalla Serbia. Sono i temi trattati nel corso dell’incontro che i rappresentanti regionali del Sap, il Sindacato autonomo di polizia (Olivo Comelli,  Adriano Vuerich, Maurizio Visentini) hanno avuto con il prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto.
«Sono state ribadite – hanno chiarito gli aderenti al Sap – le croniche carenze di personale di tutti i reparti della provincia di Udine, la necessità di integrare almeno in parte l’esodo che nei prossimi mesi vivrà la provincia con più di 40 colleghi che andranno in quiescenza. Si è evidenziato l’enorme sforzo messo in atto dal sistema per fronteggiare l’emergenza migranti che ha coinvolto il Tarvisiano e il Cividalese negli scorsi mesi, in occasione della quale, solo per Tarvisio, da maggio a fine agosto, sono stati rintracciati più di 1.700 clandestini».
Per il Sap, nel caso iniziasse nuovamente il flusso di ingressi in Friuli, l’apparato andrebbe al collasso, perché già sono state messe tutte le forze in campo presenti sul territorio: Questura e Commissariati, Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, Polizia di Frontiera e personale dell’Arma dei Carabinieri e della Finanza «e quindi – precisano – con oltre 40 uomini in meno (solo per la Polizia) non si sarebbe più in grado di sostenere l’impatto di una nuova emergenza».

Il secondo punto trattato è stato quella dell’accoglienza dei profughi attualmente presenti in città ancora in attesa di sistemazione, circa 180, che potrebbero creare problemi di ordine e sicurezza pubblica se lasciati ancora a bivaccare nei parchi pubblici. Si è poi discusso dello stato dei lavori della caserma ‘Cavarzerani’ che, una volta ultimati (entro la fine dell’anno), dovrebbero dare respiro e accogliere i migranti ancora in attesa di una sistemazione dignitosa.
«Sono state chieste al rappresentante del Governo – continuano i rappresentanti del Sap – novità riguardanti l’esodo in corso dalla Serbia verso i paesi del Nord-Europa, di eventuali chiusure dei confini degli Stati limitrofi oggi oggetto di transito e se il centro abbia previsto, in caso di cambio di rotta verso il nostro Paese, un piano d’emergenza nella nostra regione sia per il controllo straordinario dei confini che la relativa macchina di accoglienza. Il prefetto ci ha assicurato e confermato le notizie già in nostro possesso riferiteci dai colleghi sloveni e austriaci, in merito al continuo passaggio dei migranti in detti paesi e che non vi è al momento sentore di chiusure dei confini tali da preoccupare questa provincia».

Il prefetto, riconoscendo le preoccupazioni sollevate dal Sap riguardo l’organico delle forze dell’ordine, si è impegnato con i vertici del Viminale per trasferire in questo territorio  un adeguato numero di colleghi che sostituiscano almeno in parte il personale prossimamente in quiescenza.