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Da passatempo a professione. La storia della Chef Ramona Martani

La giovane cuoca ci ha raccontato come ha deciso di dedicarsi completamente al proprio lavoro e come, grazie alla sua formazione ora possa ambire ad avere un'attività tutta sua

La storia della Chef Ramona Martani
La storia della Chef Ramona Martani (Centro Europeo di Formazione)

MILANO - L’amore per la cucina in Italia è diffusissimo ad ogni latitudine e ad ogni età. Negli ultimi anni, poi, con lo spopolare dei reality, questa passione ha assunto dimensioni enormi, da fenomeno sociologico, portando il ruolo dello chef ad essere una delle professioni più ambite dai giovani e non solo. Sono molte, infatti, le persone che decidono di cambiare vita professionale anche in età matura, per dar corso alle proprie passioni. Ramona Martani, 39enne bresciana, ci ha raccontato com’è cambiata la sua vita proprio dopo aver frequentato il corso di cucina CHEFuoriclasse del Centro Europeo di Formazione.

Come e quando è nata la tua passione per la cucina?
Amo cucinare fin da quando ho ricordi, sono cresciuta respirando i profumi della cucina italiana e osservando mia mamma e mia nonna reinventare i prodotti base della cucina mediterranea per dar vita a piatti sempre nuovi. Loro mi hanno trasmesso la passione che mi ha portato qui oggi.

Che lavoro facevi prima?
L’ultima professione di cui mi sono occupata è quella dell’operaia. In realtà, però, nella vita ho cambiato molti lavori, ma nessuno di questi è mai stato inerente al mondo della cucina. Ho sempre coltivato questa passione tra le mura domestiche.

Quali sono state le principali motivazioni che ti hanno spinta ad iniziare il corso? Perché ha scelto la formazione a distanza?
La voglia di provare a cambiare la mia vita trasformando la mia più grande passione in un lavoro è la principale motivazione che mi ha dato la carica per intraprendere questo percorso. L’opportunità, fornita da questo corso, di poter avere una formazione a distanza è stata il punto di svolta. Lavorando 8 ore al giorno non avrei potuto partecipare ad altre tipologie di corso e, al tempo stesso, non ero nelle condizioni di poter lasciare il lavoro senza alcuna sicurezza. Dunque questa era la soluzione perfetta per le mie esigenze, sapevo che nel peggiore dei casi la mia vita sarebbe rimasta quella di sempre e avrei imparato comunque qualcosa. Non ci ho più pensato e mi sono iscritta.

Cosa è cambiato nella tua vita grazie al corso?
Sono stata travolta da un ciclone di novità, dopo aver vinto un contest di cucina della provincia di Brescia «La sfida dei cuochi», sono entrata a far parte prima dell’Associazione Cuochi Bresciani e successivamente della FCI, Federazione Italiana Cuochi. Due riconoscimenti ufficiali che mi hanno gratificata e ripagato degli sforzi compiuti. Attualmente sono una Personal Chef per eventi privati, ma a breve vorrei aprire un laboratorio o valutare la gestione di un ristorante.

Quali sono i tuoi consigli per chi è indeciso se iniziare o meno questo percorso?
Una delle preoccupazioni principali che avevo prima di lanciarmi in questa nuova avventura era relativa alla possibilità che l’attestato che avrei acquisito potesse poi venir considerato come un semplice «pezzo di carta». Ma mi sono presto ricreduta: il corso a cui ho partecipato è ben strutturato, accompagnato da veri professionisti e impegnativo. La conoscenza insieme alla passione può portare in alto chiunque lo desideri veramente. Mi riferisco soprattutto a chi, come me, non vuole rischiare troppo lasciando il lavoro o investendo troppo denaro, questo corso è perfetto per voi.

Chi si ferma è perduto. Stai continuando a formarti? Qual è il tuo prossimo obiettivo?
La mia formazione sta continuando grazie alla Federazione Italiana Cuochi che offre corsi gratuiti. Spero di poter presto prendere parte ad un corso diretto di pasticceria molto mirato.

Il tuo piatto forte?
Non saprei scegliere un piatto in particolare. Quello che amo fare di più sono i dolci. Mi sto perfezionando nella creazione di dolci lievitati come, ad esempio, il panettone mi piace moltissimo.

Il tuo Chef preferito?
Senza dubbio Cannavacciuolo, sogno di incontrarlo. Mi sento di condividere con lui la stessa filosofia di cucina: creare piatti elaborati partendo da materie prime semplici mi dà molta soddisfazione.