13 giugno 2021
Aggiornato 07:00
Processo Corona

Fabrizio Corona torna a casa, ma niente foto né social

Il re dei paparazzi torna a casa affidato ai servizi sociali sul territorio. Corona si dice contentissimo della decisione dei giudici che però limitano la sua libertà sui social network e gli impongono di concentrarsi su lavoro e famiglia.

MILANO - Da oggi è tornato nella sua casa di corso Garibaldi, zona della movida milanese, da cui mancava da poco meno di tre anni, Fabrizio Corona. Quella casa dal cui balcone, ai tempi di Vallettopoli, lanciava mutande alle ammiratrici definendo il pm Woodcock «un talebano». Ora, però, è «un uomo nuovo», lo ha certificato anche il Tribunale di Sorveglianza di Milano che gli ha permesso di lasciare la comunità di Don Mazzi per svolgere l'affidamento in prova ai servizi sociali sul territorio.

Libero ma niente social
«Ce l'abbiamo fatta, sono contentissimo, ringrazio voi avvocati e i giudici», ha commentato a caldo l'ormai ex fotografo dei vip parlando con i suoi difensori, gli avvocati Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra. Non potrà, stando alle prescrizioni impartite dal giudice estensore Giovanna Di Rosa, diffondere sue fotografie, nè usare i social network come Facebook e Twitter, nè rilasciare interviste. Potrà uscire di casa tra le 6 e le 23 e nel fine settimana (a partire da venerdì) tra le 10 e le 24 e dovrà rimanere in Italia, anzi più precisamente sempre in Lombardia e potrà usare il telefono soltanto per esigenze di lavoro e famiglia. Dovrà scontare ancora altri cinque anni e mezzo circa per arrivare a fine pena (che potranno essere ridotti con la liberazione anticipata) e al termine di un'udienza, fissata per il 9 dicembre prossimo, la Sorveglianza dovrà dare il via libera al proseguimento dell'affidamento. Nei prossimi giorni, intanto, l'ex re dei paparazzi si recherà all'Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) per firmare le prescrizioni e dare ufficialmente il via al percorso di reinserimento sul territorio. Già lo scorso giugno, dopo circa due anni e mezzo di detenzione, Corona era uscito dal carcere ottenendo l'affidamento in prova nella comunità di don Mazzi, Exodus di Lonate Pozzolo (Varese).

Lavoro e famiglia per riabilitarsi
Secondo il Tribunale, dunque, il suo percorso di riabilitazione potrà passare attraverso l'impegno nel lavoro nella sua agenzia di comunicazione (non gli è stato impartito di svolgere attività di tipo sociale) e le cure verso la famiglia. Dovrà frequentare, ovviamente, anche il Sert, il servizio per le tossicodipendenze. Certamente la particolarità della sua attività lavorativa, che porterà avanti in pratica quasi nello stesso ambiente in cui si muoveva prima, quello dei vip, richiede, a detta dei giudici, attenzione. Intanto, il suo profilo Facebook, che in questi mesi era stato riempito di sue immagini e di frasi come «si puede» e «mai smettere di sognare», non è stato più aggiornato da ieri.