28 giugno 2017
Aggiornato 19:00
Fuksas attacca Piano sulle periferie. Federarchitetti lo difende

Maussier: «Sto con chi non si rassegna al degrado e alla criminalità»

Il leader del sindacato degli architetti al DiariodelWeb.it: «Il senatore a vita ha ragione, e anche il sindaco Marino. I sobborghi si salvano non rendendoli città nelle città, ma collegandoli al centro storico»

ROMA – Scoppia un nuovo caso nel mondo dell'architettura. Stavolta non riguarda palazzi avveniristici o ponti all'avanguardia, bensì un tema rimasto finora ai margini, nell'interesse delle archistar come nell'urbanistica delle metropoli: le periferie. Ad accendere i riflettori è stato il senatore a vita Renzo Piano nella sua recente lezione alla Columbia University di New York: «La sfida dell’architettura è salvare le periferie – ha affermato – Invece di continuare ad espandere questi luoghi, dobbiamo intensificare i nostri centri urbani, fecondando e fertilizzando le periferie. In modo che questi sobborghi diventino luoghi di civiltà e di bellezza, e non solo posti dove si va a dormire».

FUKSAS CONTRO PIANO – A stretto giro, però, è arrivata la risposta di un altro big, Massimiliano Fuksas, che non sembra convinto delle parole d'ordine del collega: «Lui vive a Parigi, ha uno studio a New York e paga le tasse in Francia. Bisogna finirla con questa ipocrisia totale. Renzo vive benissimo, è di ottima famiglia, ha potuto viaggiare, la sua vita è stata straordinaria, era figlio del più grande costruttore di Genova e ha potuto viaggiare nel mondo. Io ero figlio di una madre che studiava filosofia e mio padre è morto quando avevo sei anni. Siamo partiti da due condizioni diverse». A prima vista, solo una polemica tra primedonne dell'architettura. Che però può avere un riflesso concreto sulla reale condizione dei sobborghi: a partire da quelli romani, sui quali, non a caso, lo stesso Piano sta puntando per trasformare le sue idee in veri e propri progetti.

IL PROGETTO DI MARINO – E la conferma che l'attenzione verso le periferie stia crescendo è arrivata anche dal sindaco Ignazio Marino che, nelle scorse settimane, ha lanciato il suo piano «Roma è tutta Roma: rimettiamo al centro le periferie». Nelle intenzioni del primo cittadino ci sono la pedonalizzazione di quattordici piazze (da ripavimentare con i sampietrini rimossi dal centro), la manutenzione straordinaria delle strade e la dotazione di infrastrutture tecnologiche, come i lampioni a led, le case dell'acqua, i punti di ricarica di cellulari e tablet e la connessione Wi-Fi gratuita. «Quasi 3 milioni di romani, il 90%, vive fuori dalle mura Aureliane, per questo le periferie sono per noi la priorità delle priorità», afferma Marino. La vera notizia, però, è che in questo caso la politica sembra andare perfettamente a braccetto con l'architettura: «Ormai va di moda sparare contro il sindaco – commenta il presidente di Federarchitetti Roma, Giancarlo Maussier al DiariodelWeb.it – Invece io lo sostengo: il suo piano va nella direzione giusta».

MAUSSIER: «ECCO COME RENDERE I SOBBORGHI PIÙ VIVIBILI» – La ricetta dell'architetto romano, infatti, è chiara: i sobborghi vanno ricuciti con il centro storico. «Le periferie sono abbastanza malridotte e degradate – sottolinea Maussier – A differenza del centro storico, che nasce come città medievale, casa e bottega, le periferie allontanano i residenti dal luogo del lavoro. Perciò il primo problema è quello della mobilità. Queste periferie dovrebbero essere connesse al centro in maniera più saggia: mi riferisco ad esempio alle piste ciclabili, che non consentono di percorrere la città in bicicletta se non superando molti ostacoli. C'è poi anche il fatto che queste zone sono poco vivibili e godibili, perché in genere gli interessi sono tutti all'interno delle mura, salvo alcuni casi particolari come San Lorenzo, Testaccio, più che altro perché si tratta di luoghi di moda. Per il resto le periferie diventano quartieri dormitorio, all'interno dei quali si sviluppa la criminalità: mancano i luoghi di aggregazione. Non dovrebbero diventare tante piccole città nella città, ma piuttosto essere dotate dei servizi che le rendano un tessuto unico».

FEDERARCHITETTI STA CON RENZO PIANO – Nella querelle tra Fuksas e Piano, dunque, Maussier si schiera con il senatore a vita: «Condivido l'ipotesi di Piano di accendere di più i riflettori su certe periferie, che hanno anche un'architettura di notevole qualità. Alcuni dei quartieri caratterizzati da un'edilizia che nasce come popolare sono invece esempi di gran pregio: zone come quelle a ridosso della stazione Tiburtina, o Città giardino, o la Garbatella, sono dei gioiellini. Immodestamente mi riconosco nella visione di Piano».