19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Il vincitore che non ti aspetti

Golden Globe 2015, perché «Boyhood» di Linklater ha vinto

Un film riuscitissimo che è prima di tutto un interssante esperimento narrativo, perché riprende la vera crescita del protagonista dai 6 ai 18 anni

LOS ANGELES - Un Golden Globe che non ti aspetti. La 72esima edizione del premio cinematografico più ambito dopo l'Oscar si chiude con una vittoria inattesa: ad accaparrarsi il titolo di Miglior film drammatico è stato «Boyhood», scritto e diretto da Richard Linklater. Il film racconta la storia di Mason, interpretato dal bravissimo Ellar Coltrane, e il suo rapporto con i genitori divorziati (Ethan Hawke e Patricia Arquette). Una lavorazione lunghissima, durata ben 12 anni, dal 2002 al 2013, proprio per riprendere la vera crescita del giovane Coltrane-Mason. La pellicola si porta a casa anche il titolo di Miglior regista e migliore sceneggiatura, Migliore attrice non protagonista alla Arquette e Miglior attore non protagonista a Hawke.

LA TRAMA - Uno spaccato di vita privata, ma anche sociale. Il film segue la vita di Mason dai sei anni, quando inizia le elementari, fino ai diciotto, quando entra al college: in mezzo ci sono la separazione dei genitori, i continui traslochi, le nuove scuole, i matrimoni falliti della madre, il rapporto conflittuale con la sorella, la nuova relazione del padre. Attorno, il mondo che cambia: l'avvento dei social network, la crisi, lo scenario politico che si trasforma.

GRANDI RICONOSCIMENTI - Il film è stato presentato in anteprima lo scorso anno al Sundance Film Festival e poi è approdato in concorso alla Berlinale, dove Linklater ha vinto l'Orso d'Argento come Miglior regista. Accolto con grandi applausi, anche la critica è stata piuttosto unanime. Un esperimento narrativo raro e audace, riuscitissimo, da non perdere. Peraltro, non è la prima volta che il regista si cimenta in prove particolari: in uno dei suoi primi film, «Slacker», ha ripreso un giorno di vita intero di 100 persone diverse. Ha realizzato corti, super8, poi ha raggiunto il grande pubblico nel '95 con «Prima dell'alba» (anche qui con Ethan Hawke), con cui ha vinto un altro Orso d'Argento come Miglior regista a Berlino.