30 marzo 2020
Aggiornato 12:34
Differenze

Chantelle, la modella imperfetta che ha ridefinito la bellezza

La modella americana Chantelle Harlow, dopo un'adolescenza difficile vittima di bullismo, ha coronato il suo sogno e oggi è ricercata da tutti i fotografi del mondo

NEW YORK - Quando si leggono storie come questa ci sente più leggeri, più in pace, come se il mondo si riordinasse almeno un po', come se le cose si sistemassero piano piano, a favore di chi nella vita ha sempre dovuto lottare duramente. La storia di Chantelle Harlow è unica, perché unica è l'esperienza che l'ha portata, oggi, ad essere una delle modelle più ricercate al mondo.

VITTIMA DI BULLISMO - Chantelle è afroamericana, ha 19 anni, e da quando ne ha 3 è affetta da vitigiline. È straordinariamente bella, corpo sinuoso, longilineo, sorriso ammaliante, occhi da pantera. Però questa malattia – non certo invalidante ma comunque difficile da «portare addosso» – l'ha toccata con violenza. Le chiazze su tutto il corpo che si stagliano sulla pelle nera, e sul volto, l'hanno trasformata nel bersaglio perfetto degli scherni a scuola. I bulletti la chiamavano «zebra», la prendevano in giro, la emarginavano. Difficile attraversare infanzia e adolescenza così, tanto che lei, meravigliosa e timida ragazzina «imperfetta», è arrivata anche a tentare il suicidio.

OLTRE 120 MILA FOLLOWER - Poi qualcosa è cambiato dentro. Ha cominciato a volersi bene, ad amare la sua pelle bicolore, un po' nera e un po' bianca, e ha fatto del suo difetto la sua forza. Chantelle ha ribaltato i canoni della bellezza, conquistando i fotografi di tutto il mondo e guadagnandosi le copertine delle più importanti riviste di moda. Tutti ne parlano, tutti la vogliono. Su Instagram la seguono oltre 120 mila persone, perché «Winnie», come ama farsi chiamare, non è solo incantevole, ma è anche e soprattutto un magnifico esempio di come la diversità possa rappresentare il riscatto.

SENSIBILIZZARE I GIOVANI - Oltre che alle passerelle Chantelle si dedica ai ragazzi. Gira le scuole per sensibilizzarli, racconta la sua storia e loro la scrutano in religioso silenzio. Volere è potere, e vedere e vivere le differenze è lo strumento migliore per renderle normali. «Dio mi ha voluto originale» racconta sorridendo.

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