19 novembre 2019
Aggiornato 06:30
Mostra

Da Man Ray a Erwitt, a Reggio Emilia un secolo di grande fotografia

Dal 2 maggio al 13 luglio a Palazzo Magnani sono esposte 150 selezionatissime foto della prestigiosa collezione “FOTOGRAFIS” di Bank Austria, eccezionale raccolta di oltre 600 scatti di straordinario impatto che raccontano l'evoluzione della fotografia dalle origini fino agli anni Settanta

REGGIO EMILIA - 150 scatti che ripercorrono la storia della fotografia dalla seconda metà dell’Ottocento alla metà del Novecento attraverso i più grandi interpreti di sempre: Man Ray, Paul Strand, André Kertész, Edward Weston e molti altri. La mostra «Un secolo di grande fotografia. I capolavori FOTOGRAFIS Bank Austria – UniCredit Art Collection», promossa dal Museo d’arte moderna di Salisburgo e dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, è composta da 150 selezionatissime foto della prestigiosa collezione «FOTOGRAFIS» di Bank Austria – Gruppo UniCredit e viene presentata in anteprima nazionale a Palazzo Magnani a Reggio Emilia dal 2 maggio al 13 luglio.

«FOTOGRAFIS» è una raccolta eccezionale per numero e qualità di opere, costituita da oltre 600 fotografie acquisite in una decina d'anni dal 1975 al 1985 e da allora mai smembrata. L'esposizione di Palazzo Magnani presenta, in una sequenza di straordinario impatto, l'evoluzione della fotografia dalle origini fino agli anni Settanta.

Si parte con i geniali precursori del mezzo, come Nadar, e con i primi grandi protagonisti, da Frances Frith a Eadweard Muybridge, da Bertall a Frederick Evans, fino a Julia Margaret Cameron. Le prime, splendide testimonianze fotografiche dei viaggi in Oriente, e insieme il desiderio di raccontare la realtà quotidiana, di realizzare ritratti somiglianti come mai prima, la competizione instaurata da subito con la pittura.

Si prosegue poi con i protagonisti della stagione del Pittorialismo, uno dei momenti cruciali e più affascinanti dell'evoluzione del linguaggio fotografico in chiave artistica: qui troviamo tra gli altri i nomi di Heinrich Kühn, Edward Steichen, Alfred Stieglitz, Frantisek Drtikol, attraverso opere che sono autentici capolavori dell'arte fotografica dei primi decenni del XX secolo.

Ma la grande protagonista è lei, la fotografia modernista, quella delle avanguardie: Eugène Atget, Man Ray, Alexander Rodchenko, Herbert Bayer, Edward Weston, Paul Strand, André Kertész, August Sander, Walker Evans, artisti che sono entrati non solo nella storia della fotografia ma nell'immaginario collettivo del secolo. I «rayographs» di Man Ray, le distorsioni di Kertész, i ritratti di Sander sono icone indiscusse del Novecento e hanno influenzato generazioni di fotografi, artisti, pubblicitari, offrendo anche un'immagine indimenticabile di quegli anni.

Grande spazio è dato anche alla fotografia di reportage, con scatti esemplari dei maestri come Henri Cartier-Bresson, Margaret Bourke White, Weegee, Lee Friedlander, Elliot Erwitt. Dagli anni Sessanta e Settanta emergono invece i nomi di Otto Steinert, Mario Giacomelli, Diane Arbus, Arnulf Rainer, in una chiusura ideale sul confine tra fotografia di documentazione e fotografia concettuale, che segna la nascita di una nuova stagione.