26 maggio 2020
Aggiornato 05:30
TV

Cracco o Barbieri? Tu di che Masterchef sei?

Sguardo tenebroso e sex appeal da vendere l'uno, sorriso contagioso e carattere sanguigno l'altro. I due affascinanti e talentuosi chef stellati a confronto

L'uomo abile ai fornelli da sempre esercita un certo fascino su noi donne. Suvvia, ammettiamolo: per qualche arcano motivo in cucina non scatta la proverbiale rivalità di genere. Se si manifesta, spesso è solo di facciata. Sarà perché, in fondo, associamo alla passione culinaria un carattere forte, ricco di mistero, fantasia, emozione, creatività, eleganza, dolcezza, curiosità. Ma anche di autorevolezza e serietà. Quel mix di genio e sregolatezza che tanto andiamo cercando nel nostro lui, meglio se con una spolverata di ironia.

Stasera la tanto attesa finale di MasterChef ci dirà chi tra Almo, Federico ed Enrica si aggiudicherà il titolo di questa terza edizione. Tutto rigorosamente in diretta, parola di Sky. Concorrenti a parte, gli occhi saranno come sempre puntati sui tre giudici, e in particolare sulla coppia Cracco-Barbieri.

Il primo, chef due volte stellato, quarantottenne rampante e veneto verace, è uno di quegli uomini che non devono chiedere mai. Basta il suo sguardo misterioso da seduttore mancato per mettere ko uno stuolo di donne. Così, d'emblée. Ultimo di quattro fratelli, un matrimonio alle spalle, una nuova compagna e tre figli (il quarto è in arrivo...), una passione sfrenata per le auto da corsa e tanta adrenalina nel sangue, è davvero uno di quei ex ragazzi che si sono fatti da sé. E quasi casualmente, visto che, ha raccontato lui stesso alle Invasioni Barbariche, «ho fatto l'alberghiero perché la scuola era viola ed in cima a una montagna. Ho pensato che fosse stupendo».

Approdato a 21 anni nella cucina del maestro Gualtiero Marchesi, in brigata è tra i pochissimi non figli d'arte: suo padre era ferroviere. Nessuna cultura particolare, solo un amore sconfinato per il cibo e un talento raro. All'apparenza (televisiva) duro e serissimo, sembra in realtà così riservato da nascondere persino un po' di timidezza. Se poi ci mettiamo anche la barba curata e il capello ordinatamente arruffato, è facile capire come sia velocemente balzato sul podio della classifica degli uomini più sexy del Belpaese, conquistando un meritatissimo terzo posto.

Bruno Barbieri è l'opposto: sorriso contagioso, spontaneo e sanguigno, stiloso anche senza il physique du role, avanguardista che però non rinuncia mai alla tradizione della terra, in particolare a quella della sua Romagna. La cucina era l'aria che respirava. «Mia nonna era una grande chef, mi ha raccontato la storia del cibo. Mi chiedeva: «Sai qual è l’animale più permaloso di tutto il giardino?» e poi mi diceva che è la faraona, e mi spiegava come prendere le sue uova. So anche addormentare una gallina: basta prenderla sotto braccio, ruotarla tre-quattro volte e si addormenta». Calciatore mancato, a 17 anni ha già chiarissimo in testa il suo sogno: diventare chef. Si imbarca su una nave da crociera alla volta dell'America anche se i suoi non vogliono. E lì comincia tutto.

Icona gay come qualcuno vorrebbe? Neanche per sogno. In un'intervista a Vanity Fair ha detto senza mezzi termini: «Rapporti omosessuali non ne ho mai avuti, ma è capitato che fossimo in tre o quattro e ci fossero anche uomini». Insomma, uno che ama osare: «Come in cucina, preferisco i sapori forti, e mi piace sperimentare».

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