20 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Repubblica Ceca

La rinascita della aristocrazia in Boemia e Moravia

La popolarità del principe Karel Schwarzenberg, che pochi mesi fa ha sfiorato la elezione a capo dello Stato, è il segnale più evidente del rifiorire in Repubblica ceca del prestigio delle antiche famiglie aristocratiche, quasi 25 anni dopo dalla fine del regime comunista

PRAGA - La popolarità del principe Karel Schwarzenberg, che pochi mesi fa ha sfiorato la elezione a capo dello Stato e che continua a essere il leader indiscusso dei conservatori del Top09, è il segnale più evidente del rifiorire in Repubblica ceca del prestigio delle antiche famiglie aristocratiche, quasi 25 anni dopo dalla fine del regime comunista.

Ogni turista sa d'altronde che Boemia e Moravia sono terre di castelli fiabeschi, fortezze inespugnabili e sontuose residenze nobiliari. Allo stesso modo, casate come i Kinsky, gli Sternberg, i Lobkowicz e appunto gli Schwarzenberg costituiscono il segno distintivo della storia di questo Paese, quasi un emblema di identità nazionale.

Poco importa che da queste parti i titoli aristocratici siano stati aboliti per legge sin dal dal 1918, quando, alla fine della prima guerra mondiale e con la dissoluzione dell'impero austroungarico, nacque la Cecoslovacchia repubblicana del primo presidente Tomas Garrigue Masaryk.

«Ma persino negli anni Cinquanta - i più cupi del regime comunista, in pieno periodo filo stalinista - non di rado nostro padre si sentiva chiamare «compagno conte», magari anche da qualche sprovveduto dirigente locale del partito. Evidentemente il nostro titolo valeva qualcosa anche sotto il giogo sovietico» raccontano divertiti gli eredi del conte Radslav Kinsky, scomparso qualche anno fa.

A spegnere le antiche tradizioni nobiliari non ce l'hanno fatta, in realtà, neanche le vicende più cruente del secolo scorso, ad iniziare dall'invasione tedesca e gli anni del protettorato di Boemia e Moravia e della seconda guerra mondiale. Nel 1938 buona parte degli aristocratici cechi si schierarono pubblicamente contro i nazisti e a difesa della indipendenza nazionale. «Mio padre fu colui che scrisse quella petizione anti Hitler» è solito ricordare il principe Schwarzenberg, ministro degli Esteri ceco sino a due mesi fa.