14 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Cinema

Placido, i giovani e l'Italia

Michele Placido porta al cinema, dal 1° maggio, il suo polar girato in Francia, «Il Cecchino», ma alla presentazione del film l'argomento che tiene banco è la situazione dell'Italia: «Siamo in un momento di follia, oltre che di depressione»

ROMA - Michele Placido porta al cinema, dal 1° maggio, il suo polar girato in Francia, «Il Cecchino», ma alla presentazione del film l'argomento che tiene banco è la situazione dell'Italia: «Siamo in un momento di follia, oltre che di depressione, basta vedere quello che è successo in questi giorni nella politica. - ha detto l'attore - Io ho applaudito dopo la rielezione di Napolitano, ma ora, 36 ore dopo, penso che in fondo è normale che un giovane non sia d'accordo: bisogna essere rappresentati da persone con idee, vitalità, voglia di rinnovare, che diano speranza. Questa speranza può venire solo dai giovani».

I GIOVANI E L'ITALIA CHE CAMBIA - Placido vede la necessità di forze giovani anche nel cinema, che sappiano raccontare l'Italia che cambia: «Ci sono state negli ultimi 20 anni persone con un passato criminale che si sono sedute in Parlamento, ci vorrebbero dei grandi documentaristi a raccontare tutto questo. - ha detto il regista - Rosi, Petri l'hanno fatto, ora la cinematografia italiana sembra muta. Dovrebbero essere i giovani a raccontare, lo farebbero in maniera più lucida rispetto alla mia generazione».

ORGOGLIOSO DI RAPPRESENTARE IL MIO PAESE - «Il Cecchino» è il primo film francese di Placido, un noir ad alta tensione, in cui non ci sono buoni o cattivi, ma tutti i personaggi sono ambigui, doppi, oscuri. Nel film ci sono attori del calibro di Daniel Auteuil e Matthieu Kassovitz: «Ero contento, meravigliato, che fosse offerto a me, regista italiano, un polar francese, ma mi sono sentito a mio agio, orgoglioso di rappresentare il mio Paese». Ora lo aspetta un altro film in Francia, come regista, un thriller sentimentale ambientato a Lione, e un piccolo film italiano, «Prima di andar via», nato da uno spettacolo teatrale di giovani attori, che lui si è offerto di dirigere: «E' un piccolo film che potrà dare visibilità a attori invisibili, ne sono entusiasta. E' un film sulla depressione di un Paese, e sulle conseguenze di questa crisi sulla psicologia delle persone».