31 gennaio 2023
Aggiornato 18:30
Musica | Pink Floyd

«The Dark Side of the Moon» compie 40 anni

Era infatti il 17 marzo 1973 quando il disco fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti e qualche giorno dopo uscì anche nel Regno Unito. E fu subito un successo: primo posto nella classifica statunitense dei 200 nuovi album più venduti «Top LPs & Tapes» per una settimana e permanenza in lista per altre 741 settimane. Nel disco i Pink Floyd usarono tecniche di registrazione avanzate

MILANO - Nel 2013 «The Dark Side of the Moon» (Il lato oscuro della luna), l'album dei Pink Floyd che ha rivoluzionato la musica e venduto oltre 50 milioni di copie, festeggia i 40 anni. Era infatti il 17 marzo 1973 quando il disco fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti e qualche giorno dopo uscì anche nel Regno Unito. E fu subito un successo: primo posto nella classifica statunitense dei 200 nuovi album più venduti «Top LPs & Tapes» per una settimana e permanenza in lista per altre 741 settimane.

TECNICHE DI REGISTRAZIONE AVANZATE - Per l'incisione del concept album, incentrato su temi quali il conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo e quello dell'alienazione mentale, i Pink Floyd usarono alcune delle tecniche più avanzate dell'epoca, come la registrazione multitraccia (che permette di separare la registrazione di sorgenti sonore multiple per creare un tutto unico) e i loop (una sezione in cui un campionamento viene riprodotto ripetutamente). Inoltre, la rock band britannica fece anche ricorso all'uso di sintetizzatori analogici e, come sottofondo ad alcune tracce, è possibile ascoltare una serie di interviste con il gruppo e lo staff tecnico in forma di aforismi filosofici.
A contribuire alla realizzazione di alcuni degli aspetti sonori più innovativi dell'album fu il tecnico del suono Alan Parsons al quale si devono il ticchettìo e lo scoccare degli orologi udibili nel brano «Time», tra l'altro l'ultimo ad essere stato composto da tutti e quattro i membri della band: Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason.