18 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Dopo 22 anni di occupazione

Berlino, sgomberato la Tacheles

Lo sgangherato palazzo di cinque piani, il cui nome deriva dallo yiddish e significa «parlare chiaro», diventò un punto di ritrovo importante della cultura berlinese dopo la caduta del Muro, ospitando decine di artisti, e restando fino a oggi un centro d'attrazione turistica nel quartiere ebraico della Capitale tedesca

BERLINO - Dopo 22 anni di occupazione questa mattina un gruppo di ufficiali giudiziari e poliziotti ha sgomberato la storica «Kunsthaus Tacheles» (o più semplicemente Tacheles), un edificio occupato da artisti squatter dal 1990 nel centro di Berlino. Lo sgangherato palazzo di cinque piani, il cui nome deriva dallo yiddish e significa «parlare chiaro», diventò un punto di ritrovo importante della cultura berlinese dopo la caduta del Muro, ospitando decine di artisti, e restando fino a oggi un centro d'attrazione turistica nel quartiere ebraico della Capitale tedesca.

«E' il furto di un'opera d'arte, sostenuto dalla polizia», ha dichiarato il portavoce del Tacheles, Martin Reiter, parlando davanti a circa cento tra giornalisti e sostenitori riuniti fuori dall'edificio. «Berlino smetterà presto di essere sexy», è quanto si legge su uno striscione srotolato fuori dal Tacheles, in riferimento allo slogan del popolare borgomastro berlinese «Berlino povera, ma sexy».
Prima dell'arrivo della polizia, due artisti della Tacheles vestiti di nero hanno inscenato una marcia funebre. Lo sgombero è avvenuto tuttavia senza resistenza da parte degli occupanti. Dopo che il precedente proprietario dell'edificio ha avuto problemi finanziari, l'edificio è stato acquistato dalla Hsh Nordbank, che ha deciso di venderlo e ha chiesto di ripulire l'area.
La Tacheles si trova sulla Oranienburger Strasse (quasi di fronte alla Neue Synagoge) e ospita un cinema, un ristorante e un bar, oltre agli studi e alle gallerie degli artisti.