30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Cinema italiano

Abete: Vogliamo una Cinecittà competitiva evitando esuberi

Così il presidente di Cinecittà Studios, Luigi Abete, stamattina lasciando la Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato, dove è stato ascoltato sulle prospettive dell'azienda

ROMA - Per il futuro sviluppo di Cinecittà «non c'è nessun rischio speculazione e noi non minacciamo niente, soprattutto nessun licenziamento: il sindacato deve decidere se accetta la nostra sfida per evitare il rischio di aprire una mobilità o preferisce una classica trattativa occupazionale. Abbiamo fatto una proposta per evitare gli esuberi: se alla fine contro la nostra volontà ce ne saranno, non sarà responsabilità dell'azienda. Quello che certo non possiamo avere è un'azienda ferma, che non attrae produzioni internazionali e che, di conseguenza, ha dei risultati economici negativi». Così il presidente di Cinecittà Studios, Luigi Abete, stamattina lasciando la Commissione Istruzione e Beni culturali del Senato, dove è stato ascoltato sulle prospettive dell'azienda.

«E' stato un confronto utile, abbiamo dato delle informative puntuali per avere un quadro complessivo e non parziale del tema: abbiamo ribadito - ha spiegato Abete - che siamo disponibili ad un ampliamento di Cinecittà sui terreni inutilizzati, perchè è essenziale per attrarre le produzioni internazionali, e che ci siamo assunti l'onere di farlo perchè lo Stato non ne aveva la possibilità. Ma se vuole farlo lo Stato va bene lo stesso: basta che si faccia. Non si puo' pero' dire che la parte preesistente, meno attrattiva per le produzioni internazionali, ce la tieniamo in carico noi e continuiamo a pagarci 2 milioni e 7 di affitto».

«Questo è un servizio che facciamo allo Stato - ha continuato il presidente di Cinecittà Studios - anche perchè il bene è costruito su terreni di proprietà pubblica ed è quindi difficile immaginare un'attività speculativa. Ma dato che c'è qualcuno che non capisce abbiamo detto che va bene anche che lo faccia lo Stato: il nostro interesse non è essere i costruttori, ma che Cinecittà sia competitiva».

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