15 luglio 2020
Aggiornato 12:30
La morte della regina della disco music

L'11 settembre ha ucciso Donna Summer?

Sembra che dopo la diffusione della nube tossica, la star abbia avvertito i primi malori e le sia stato diagnosticato il cancro ai polmoni che l'ha portata alla morte. «Osservatore romano»: Donna Summer, l'estate è già finita

NEW YORK - Donna Summer sarebbe stata uccisa dalle polveri dell'attentato dell'11 settembre. La regina della disco music, scomparsa ieri in Florida all'età di 63 anni, al momento del crollo dei due edifici nel 2001 si trovava nel suo appartamento di New York, situato nelle vicinanze del World Trade Center. Sembra che dopo la diffusione della nube tossica, la star abbia avvertito i primi malori e le sia stato diagnosticato il cancro ai polmoni che l'ha portata alla morte. Secondo quanto riportato dal Sun, la cantante dichiarò anche di aver avuto anche dei sogni premonitori a riguardo.

Donna Summer rimase scioccata dall'esperienza: «Non potevo uscire - raccontò al tabloid britannico qualche anno dopo l'accaduto, nel 2008 - non volevo parlare con nessuno. Ho dovuto tenere le finestre chiuse e rimanere nella mia camera da letto. Sono andata in chiesa e la luce è tornata nella mia anima. Quella pesantezza non c'era più».
Sempre secondo quanto riportato dal Sun, i medici avrebbero confermato la possibilità che la malattia della cantante fosse dovuta a quelle polveri. Circa 1000 persone che l'11 settembre si trovavano sul luogo degli attentati, morirono per l'esposizione al pulviscolo tossico originato dal crollo, che conteneva piombo, asbesto e mercurio. Di queste mille, circa 350 morirono di cancro ai polmoni, proprio come Donna Summer.

«Osservatore romano»: Donna Summer, l'estate è già finita - L'Osservatore romano dedica a Donna Summer, la cantante morta ieri, un corsivo di Giuseppe FIorentino intitolato 'L'estate è già finita'. «Pare - scrive il giornale vaticano - che verso la fine si fosse avvicinata al cristianesimo e sembra che alcune sue dichiarazioni, considerate omofobe negli Stati Uniti, le avessero attirato una buona dose di ostracismo tanto da ostacolare gli ultimi anni della sua carriera. Ma non è per questo che Donna Summer, morta ieri all'età di 63 anni, verrà ricordata. E nemmeno per la sua produzione musicale, tutto sommato concentrata in poche canzoni ideate con grande senso del mercato. Canzoni confezionate con cura e con testi tutt'altro che edificanti - lei nata in una famiglia tanto religiosa d'avviarla al canto gospel - che l'hanno resa, forse suo malgrado, icona della disco music. Di un mondo che ha visto la luce a circa metà degli anni Settanta come reazione all'impegno politico e sociale della decade precedente. Un mondo legato all'apparenza, all'effimero, tutto fatto di bagliori accecanti, di lustrini, di promiscuità, la cui parola d'ordine era lo sfrenato divertimento a ogni costo e che in definitiva è stato tradito dalle mancate promesse della rivoluzione sessuale. Un mondo cioè che, solo pochi anni dopo l'affermazione di Donna Summer, sarebbe stato travolto dall'aids. Per aver contribuito ad avviare questo ingranaggio, considerato alla stregua di un 'fenomeno di costume', viene oggi ricordata la cantante, peraltro dotata di una voce per nulla banale. Quello da lei cantato era un continuo sabato sera. Ma, come tutti sanno, i fine settimana sono destinati a durare poco».