23 gennaio 2022
Aggiornato 15:00
Intervista a Terranova Channel

Chiambretti: Benedetta Parodi è più erotica di Rocco Siffredi

Lo showman fa «le condoglianze agli chef dei programmi tv». Possiede tre ristoranti, ma confida di essere negato tra i fornelli: «Non ho grande dimestichezza. Ho tre ristoranti molto diversi tra loro»

MILANO - «Con molto anticipo faccio le condoglianze a tutti gli chef delle televisioni satellitari, digitali, web, perché purtroppo scoppieranno, o verranno infilati nel microonde». Piero Chiambretti rivela in un'intervista in onda domani su Terranova Channel la sua personalissima visione sul proliferare dei programmi di cucina in tv. «Il genere funziona e il cibo credo abbia addirittura surclassato il sesso in tv» continua il presentatore di Markette, che lancia una provocazione: «In questo momento l'erotismo di una carota tagliata dalla Parodi probabilmente è superiore a quello di Rocco Siffredi sotto la doccia. C'è probabilmente un desiderio da parte degli italiani di godere partendo dalla gola. Il rischio però è di frantumare non l'ascolto, ma la mizzica».

La passione per la cucina - Chef che rischiano di essere infilati nel microonde perché «hanno ripetuto sistematicamente un genere», sostiene Chiambretti, che di cucina è un vero appassionato. Possiede tre ristoranti, ma confida di essere negato tra i fornelli: «Non ho grande dimestichezza. Ho tre ristoranti molto diversi tra loro. Birilli è stato il primo locale a Torino a giocare con il cibo, cioè a inventarsi una storia o una leggenda, un arredamento. Solo il nome Birilli dal 1929 fu già una piccola invenzione di marketing perché dava al locale, appena nato, settant'anni di storia.»
Il secondo ristorante è nato invece da una domanda: «Mi sono chiesto: ma perché in Italia, a Torino si deve mangiare una pizza in posti che non hanno il glamour di locali in cui la pizza non si mangia? Quindi ho trovato uno spazio, una fabbrica, e un pizzaiolo scovato nella classifica dei Top Gun a Napoli. Da lì è nato 'I fratelli la cozza, sempre con le mani in pasta'». Ma cosa ne pensa Chiambretti dei suoi colleghi che come lui si sono lanciati nella ristorazione? «Il rischio di investire nei ristoranti è questo: dietro a un'idea o a un'immagine che può aiutare all'inizio, ci vuole un'organizzazione seria di gente che sa il fatto suo».