16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
Diario del Cinema

Ficarra e Picone: I politici ci rubano il lavoro

Il 23 novembre esce il film «Anche se è amore non si vede». I soliti idioti senza freni e già si pensa a secondo film. «Scialla!», dal 18 al cinema con il plauso di Ettore Scola

MILANO - Il nuovo film di Ficarra e Picone Anche se è amore non si vede, al cinema dal 23 novembre, ruota attorno alla storia di due amici che hanno una piccola società di servizi per il turismo e un pullman sul quale scarrozzano i turisti. Al magazine Sette hanno raccontato qual è secondo loro l'Italia che si troverebbe davanti oggi una comitiva di stranieri.
«È la guerra. Noi non abbiamo avuto la guerra, ma è stato lo stesso». Con una battuta di De Filippo in «Napoli milionaria», Picone prova a spiegare cosa abbia determinato il cambiamento negativo del nostro Paese, mentre di Torino, la città dove hanno girato l'ultimo film, Ficarra dice: «Si industriano, c'è grande fermento. Torino dopo 150 anni torna a essere capitale, ci indica la nuova strada da percorrere, che è quella dei sacrifici».
Poi sulla comicità sostengono: «Non puoi fare la pernacchia perché già la fa Bossi, non puoi fare il rutto, non puoi alzare il dito medio. Fanno tutto loro. Adesso vedrete che leggeranno quello che abbiamo detto e qualcuno ci risponderà. Questo è il segno che siamo sullo stesso piano. Prima se facevi una battuta su Andreotti lui mica ti rispondeva, lui era l'istituzione - sentenziano Ficarra e Picone, che concludono: Questi ci vogliono rubare il pane. Noi siamo precari della comicità, loro sono professionisti, hanno il posto fisso da comici».

I soliti idioti senza freni e già si pensa a secondo film - Non si ferma il successo de «I soliti idioti», il film che segue le orme della sketch comedy televisiva e che continua a sbancare il botteghino italiano diffondendo i tormentoni «dai ca**o» e «devi far sentire la presenza». In soli dieci giorni il duo formato da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, alias Gianluca e Ruggero, hanno superato gli otto milioni di euro d'incassi e già pensano a un secondo film.
Sono gli stessi protagonisti a spiegare il perché del successo in un'intervista a Tv Sorrisi e Canzoni. «Monicelli scriveva i dialoghi ascoltando la gente nei bar, noi andiamo al parco e... prendiamo nota - ha detto Mandelli - i primi idioti siamo noi. Mettiamo in ridicolo nostri difetti, e abbiamo simpatia per quelli altrui». Sul personaggio della donna supersexy interpretata da Madalina Ghenea, Biggio ha spiegato: «Non è solo una parodia di Belen Rodriguez, ma di tutte le bellissime che compaiono sui manifesti pubblicitari e poi gli italiani per guardarle fanno l'incidente perché sognano sempre di smutandarle.... E chi non vorrebbe smutandare Belen? No, voglio dire... parlo in generale, io sono fidanzatissimo e quindi certe cose non le penso. Quarant'anni fa l'italiano medio voleva smutandare la Fenech, oggi altre. Ma siamo sempre lì».
Rispondendo poi alle domande arrivate dal pubblico al sito Qui Mediaset, nell'intervista che sarà ritrasmessa domani alle 22 su Mediaset Italia 2, Biggio e Mandelli si sono difesi dalle accuse di volgarità: «Noi volgari? Il Parlamento è molto più volgare di noi». E dalle critiche sui giornali: «La critica amara di Concita De Gregorio su Repubblica? E' da lei che è iniziato tutto, ci ha lanciato». Infine una rivelazione per i fan: «Il secondo film? Ci sarà, magari lo faremo noi con l'IPhone».

«Scialla!», dal 18 al cinema con il plauso di Ettore Scola - Arriva nei cinema con la benedizione di Ettore Scola la commedia Scialla!, esordio alla regia di Francesco Bruni, sceneggiatore dei film di Paolo Virzì e della serie tv su Montalbano: «La regia è solo una precisazione della scrittura e Bruni sa tradurre benissimo le parole in immagini» ha affermato Scola alla presentazione del film, che sarà nelle sale da venerdì 18. Scialla! racconta la maturazione di un ragazzo adolescente e contemporaneamente quella dell'uomo che scopre di essere suo padre (Fabrizio Bentivoglio), e segue proprio la scia della grande commedia italiana: «Io ho sempre scritto commedie problematiche, che affrontano temi seri, anche drammatici, raccontati con tono umoristico: è ovvio che mi rifaccio alla scuola di Scola, Suso Cecchi D'Amico e Furio Scarpelli» ha spiegato il neoregista, che ha precisato: «Nel film ho voluto riscattare l'immagine dei padri di oggi, che sono spiazzati, hanno perso la loro identità, e ho voluto mostrare come sia ancora possibile un amore fatto di rispetto e altruismo tra padre e figlio, come quello di Enea e Anchise».
Nel film si trovano improvvisamente uno di fronte all'altro un adolescente bullo e svogliato e un uomo borghese, colto, che non ha velleità né carattere: «Volevo mostrare che fare il padre oggi vuol dire anche contrapporsi ad un figlio, sapergli dare dei limiti» ha spiegato il regista, che anche sulle difficoltà degli adolescenti di oggi ha le idee chiare: «Lo smarrimento delle nuove generazioni nasce dalla sensazione di un futuro difficile, della consapevolezza che lo studio non paga, che si starà peggio dei propri genitori: non sono un sociologo ma questa realtà è di fronte agli occhi di tutti» ha affermato. Il titolo del film nasce proprio da un'espressione usata dagli adolescenti: «Scialla vuol dire: stai sereno. Io definirei la mia pellicola una commedia scialla, ovvero rilassata, con ritmi blandi, molto diversa da quelle con montaggio veloce e ritmo incalzante che di vedono oggi in giro» ha concluso Bruni.