29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
Club Tenco

Il Tenco ascolta a Bari il 20 e 21 settembre

Questa volta ad ospitare l'evento sarà, il 20 e 21 settembre, il Teatro Forma di Bari con due serate realizzate in collaborazione con PugliaSounds e presentate da Antonio Silva

BARI - Ultimo appuntamento per il 2011 con «Il Tenco ascolta», l’iniziativa con la quale da quattro anni il Club Tenco invita in vari luoghi italiani alcuni nuovi talenti ad esibirsi dal vivo per farsi meglio conoscere sia dal pubblico che dal Club stesso.
Questa volta ad ospitare l'evento sarà, il 20 e 21 settembre, il Teatro Forma di Bari con due serate realizzate in collaborazione con PugliaSounds e presentate da Antonio Silva. Il primo giorno saranno di scena Mino De Santis, Dimartino, Fabularasa, Rosa Martirano; il secondo giorno, Favonio, Iotatòla, Rino Pisani, Uross. Si tratta di artisti selezionati - come sempre per «Il Tenco ascolta» - tra le molte centinaia che mandano i loro cd al Club, in gran parte demo o autoprodotti. Nel caso di Bari sono stati privilegiati artisti del Sud, provenienti da Palermo, da Cosenza e soprattutto dalla Puglia. L’ingresso è libero.
Nel 2011 si sono svolti altri tre appuntamenti del «Tenco ascolta», uno il 19 agosto a Laigueglia nel festival «Queste piazze davanti al mare», uno il 10 settembre a Piombino nel festival «Tra cielo e mare» ed uno il 17 settembre a Rivoli a Maison Musique realizzata nell’ambito di «PortoFranco III», dedicato a Franco Lucà, in collaborazione con il Centro Cultura Popolare e il FolkClub

Mino De Santis
Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, dal graffio autorale. Anarchiche quanto basta per tener desto l’animo e l’occhio allo sguardo: quello dritto che mai s’inchina e fa riverenza. Il leccese Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero… Ama cantare largo, mischiando gli animali alle persone che tutt’uno sono…. Natura, solo quella. Sentire e poi bruciare, come nell’inferno di Dante, chi non merita, col fuoco della poesia.
Come ha riportato qualche tempo fa la stampa, «Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l’ascolto della superficialità attorno. È una e tante storie, ora dimentiche, del sapore della terra e del valore del lavoro, oggi precario e mai pagato. È un unico grido di denuncia. È un coro unanime che nel raccontare cela la passione e la rivalsa di uno scenario che sarebbe anche ora iniziasse a cambiare.»

Dimartino
Dietro il nome Dimartino c’è Antonio De Martino. Ha militato per anni nei Famelika, gruppo storico palermitano, prima di cambiare rotta (e nome). Il suo primo disco, Cara maestra abbiamo perso, è una dissertazione sulla perdita dell’innocenza e un’introduzione all’inadeguatezza dell’età adulta tipica della nuova generazione. I temi dominanti: le anime perse in un archivio comunale, l’omicidio di… Vinicio Capossela, il relativismo disilluso, l’amore precario, la Sicilia come isola europea, le fabbriche del Nord che si inventano operai, Pier Paolo Pasolini, la Panda, i leoni drogati dello zoo. Di Martino descrive coniugando eleganza melodica e asprezza rock, con una voce intensa e ruvida in cui è impossibile non immedesimarsi. Impreziosito dagli interventi di Vasco Brondi (con cui ha duettato in Parto), di Enrico Gabrielli, di Alessandro Fiori, e prodotto dal conterraneo Cesare Basile, il disco di Dimartino si presenta come un’opera di contenuto adulto e complesso, pur mantenendo la forma della canzone all’italiana.

Fabularasa
I Fabularasa vengono da Bari e sono in giro più o meno dal 2004. In questi anni hanno tenuto concerti (da Roma a Milano, dalla Fenice di Venezia all’auditorium Santa Cecilia di Perugia, allo Sferisterio di Macerata), raccolto soddisfazioni (come la vittoria al Musicultura nel 2005, la Targa per la miglior musica al Premio Bindi 2011), lavorato con grandi musicisti (tra questi, Bruno De Filippi, Nicola Stilo e Paul Mc Candless) e pubblicato un disco, En plein air (2008), che ha incontrato un buon successo di pubblico e di vendite ed entusiasmato la critica, tanto che l’autorevole sito Bielle ha voluto inserirlo tra i migliori 100 album italiani degli ultimi 10 anni. Quella dei Fabularasa è una musica artigianale, che mette insieme essenze di jazz, sonorità mediterranee e una grande cura per i testi che negli anni hanno incontrato l’apprezzamento, tra gli altri, di Dacia Maraini, Michele Serra e Fernanda Pivano. Come ha scritto qualcuno, con i Fabularasa il jazz ha trovato le parole…

Rosa Martirano
Cosentina, cantante jazz avventuratasi, in diverse occasioni, sulle strade del pop, è stata accompagnata da molti tra i jazzisti italiani più prestigiosi. Con il gruppo Atmosphera ha partecipato a tre puntate della trasmissione D.O.C. di Renzo Arbore, alternando le sue esibizioni a quelle di Joe Cocker. Con il progetto Helahit, che è stato lanciato in Brasile e in altre nazioni, è balzata ai primi posti delle classifiche dance. È stata ospite di Claudio Baglioni a Lampedusa nell’ambito della manifestazione O’Scia e nel suo tour E festa sia. Nel 2007 è nato il sodalizio con Roberto Taufic, chitarrista brasiliano, col quale ha interpretato brani di Jobim. Nel 2008, in duo con Taufic, ha aperto il concerto di George Benson a Isola Capo Rizzuto. Nel 2009 è uscito Albachiara, rivisitazione del brano di Vasco Rossi, anticipazione dell’album L’incontro. L’anno successivo è stato pubblicato un disco del duo Martirano/Taufic, Live in Studio, registrato in presa diretta. Nello stesso periodo è nato un nuovo progetto con Paolo Damiani, un singolare duo violoncello e voce.

Favonio
Al nome Favonio risponde un gruppo di artisti che, dopo aver suonato per anni in diverse realtà, ha concentrato le proprie esperienze e sensibilità nella realizzazione di brani originali. Il progetto musicale, che prende il nome da un tipico vento che sferza le aride campagne della provincia di Foggia, nasce nel 2002 dalla grande passione per la musica d’autore italiana. Negli anni prendono parte a molte manifestazioni musicali e si aggiudicano svariati riconoscimenti. Nel corso del Premio Matteo Salvatore, i Favonio interpretano tre canzoni del cantore pugliese, Lu polverone, Il giorno dei morti e il brano inedito L’uomo del tavoliere (l’unica sua composta in italiano), che vengono inserite nella compilation Adunata per un lamento. Nel 2008 esce il loro primo cd, Favonio. Undici canzoni, dieci inedite, scritte, composte ed arrangiate dai Favonio, ed una rielaborazione di Tento tanto, canzone scritta da Piero Ciampi e musicata da Gianni Marchetti, di cui esiste solo una versione piano e voce in presa diretta.

Iotatòla
Gruppo formato da due trentenni palermitane, Serena Ganci e Simona Norato, considerato dagli addetti ai lavori una delle realtà più interessanti della musica italiana. Iotatòla è un duo «sui generis», molto originale e «tutto da spiegare», a partire dai soprannomi che le ragazze si sono date: Serena Ganci, infatti, si definisce «la femme du jazz» (per i suoi studi al Conservatorio del 13° Arrondissement de Paris); Simona Norato, invece, «la rockeuse» (per la passione del rock indie). Iotatòla è un’espressione che hanno rubato alla figlia di un amico, spiega una delle artiste: «Quando era piccola e i grandi cercavano di aiutarla a fare le cose, la bimba diceva sempre ‘io ta tola’, che vuol dire ‘io da sola’. Abbiamo sposato quest’espressione come forma di emancipazione femminile. Siamo due donne, siamo una band e facciamo tutto da sole». In aprile è uscito il loro primo lavoro, Divento viola, anticipato, in radio, dal singolo Ce n’est pas ça l’amour.

Rino Pisani
Teodoro Pisani, musicista, autore e compositore, nato a Brindisi nel 1961, vive e lavora a Milano dove, accompagnato dalla sola chitarra, suona in vari locali, proponendo un recital di canzoni d’autore. È molto interessato alla musica prettamente acustica, di origine etnica e popolare. Si interessa in particolare al sound mediterraneo e alle sonorità dell’antico dialetto brindisino. Le sue composizioni sono ispirate ad una modulazione semplice e pongono la massima cura al susseguirsi di risonanze e silenzi. I suoi brani nascono da improvvisazioni in cui si fondono, con brevi testi, musica e parole. Sono brani che raccontano situazioni e storie, piccoli flash del passato, di un passato che poeticamente ritorna con le sue atmosfere, i suoi suoni e i suoi tempi... I testi volutamente brevi, che nascono direttamente dal suono, sono in italiano e dialetto brindisino. Le antiche espressioni dialettali ispirano musica e canto, ricordando vecchie melodie a volte dimenticate. Ha «in cantiere» il suo primo cd, per cui conta sull’appoggio di amici come Mimmo Epifani, Jamal Ouassini, Fausto Mesolella, Areski Belkacem...

Uross
Uross è un progetto rock-autorale nato nel 2005 a Monopoli intorno alla figura di Giuseppe Giannuzzi. L’attività del gruppo è immediatamente segnata dalla partecipazione a eventi live. Nel 2005 suonano all’Alterfesta di Cisternino. Nel 2007 si esibiscono alla Festa europea della musica e alla finale nazionale del Premio Augusto Daolio. Nel 2008 sono finalisti dell’Arezzo Wave, vincono il Premio Nazionale Cantautori Bitonto Suite, si esibiscono per il M’Arte live e sono in concerto al MEI. L’anno dopo sono in finale per il Sud Italia nel contest Rock Targato Italia e conquistano la finale regionale del Primo maggio tutto l’anno.
La trasmissione Demo di Michel Pergolani e Renato Marengo li seleziona più volte: nel 2007 trasmette due brani dell’album Quasixcaos; nel 2009 seleziona altri tre brani tratti da Soliloquio d’estate e nel 2010 li invita direttamente negli studi Rai di Saxa Rubra. Oltre ai dischi già citati (nessuno dei quali è stato pubblicato), nel 2008 gli Uross portano a termine Fattincasa. Finalmente, nel 2011 esce Lo squilibrista.

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