20 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Cinema italiano

In «Gianni e le donne» anziano che prova a sedurre giovani

Il regista Di Gregorio assicura: «Non pensavo a Berlusconi, però oggi il film sembra un film provocatorio, e in fondo ne sono contento»

ROMA - Un uomo anziano che tenta di sedurre una ventenne non ha chance, e può diventare ridicolo: ne è convinto Gianni Di Gregorio, che con «Gianni e le donne» dall'11 febbraio porta sullo schermo i goffi tentativi di un pensionato di intraprendere relazioni con delle ragazze. Il regista assicura che ogni riferimento al caso Ruby e al presidente del Consiglio è puramente casuale, perché quando ha girato il film lo scandalo non era ancora scoppiato. «Un uomo normale, un anziano come me, non può pensare di piacere a una donna giovane. - ha affermato alla presentazione del film - Quando ho scritto la sceneggiatura non pensavo ovviamente a Berlusconi, però oggi il film sembra un film provocatorio, e in fondo ne sono contento».

Di Gregorio racconta con ironia e malinconia la vita quotidiana di un uomo vessato dalla madre (Valeria de Franciscis Bendoni), ignorato dalla moglie, e circondato da coetanei che corrono dietro a donne più giovani: «Io con le donne ho un rapporto d'amore, di devozione, quasi di sudditanza. - ha spiegato il regista - Volevo raccontare soprattutto la malinconia che nasce quando ti accorgi che le donne ti guardano solo come un oggetto inanimato, la malinconia per il tempo che passa, e riderci sopra».

Di Gregorio, 62 anni, attore e sceneggiatore (è fra gli autori di Gomorra), ha esordito solo tre anni fa come regista con «Pranzo di ferragosto», che è diventato un film cult, premiato a Venezia come «miglior opera prima», e poi con il David di Donatello e il Nastro d'Argento. Con «Gianni e le donne» la settimana prossima approderà addirittura al Festival di Berlino nella sezione speciale e il regista sa già che le domande sulle assonanze del suo film con la cronaca italiana non mancheranno. Lui, però, ci tiene a sottolineare che questa è solo la storia di un uomo normale, che lui desiderava raccontare con semplicità e onestà: «il successo di un film come Pranzo di ferragosto mi ha cambiato la vita, non potevo fermarmi» ha sottolineato. Il produttore Angelo Barbagallo, rifacendosi invece proprio alle cronache di questi giorni, ha però affermato: «Mi fa piacere che il film esca proprio ora, e siccome sabato prossimo saremo a Berlino, parteciperemo idealmente alla manifestazione delle donne con questa pellicola».