5 dicembre 2020
Aggiornato 23:00
Aspettando l'Oscar

«Il discorso del re» dal 28 nelle sale

Il film su Giorgio VI verso il trionfo ai Golden Globe. Il consenso unanime è andato soprattutto all'interpretazione straordinaria di Colin Firth

LONDRA - Ha già collezionato sette candidature ai Golden Globe che verranno consegnati domenica prossima, e quando arriverà nelle sale italiane, il prossimo 28 gennaio, il film «Il discorso del re» di Tom Hooper avrà fatto molto probabilmente anche il pieno di nomination agli Oscar (le nomination verranno rese note il 25 gennaio). La pellicola che racconta le difficoltà, le insicurezze e soprattutto la balbuzie di re Giorgio VI d'Inghilterra, padre della regina Elisabetta, è un vero e proprio evento cinematografico: ha già vinto il Toronto Film Festival, la critica americana lo ha osannato e ha ottenuto ben cinque riconoscimenti al British Indipendent Film Award. Il consenso unanime è andato soprattutto all'interpretazione straordinaria di Colin Firth, che porta sullo schermo questo uomo insicuro, con problemi fisici sin dall'infanzia, gravemente balbuziente, che fu chiamato a guidare il Paese alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e riuscì a conquistare il suo popolo nel periodo più difficile della storia del Paese, portando l'Inghilterra alla vittoria nel '45.

Il film di Hooper racconta soprattutto il dietro le quinte della vita di Bertie, secondogenito di Giorgio V, fratello minore di Edoardo VIII, il re che abdicò per sposare l'americana pluridivorziata Wallis Simpson. Affetto da una balbuzie dovuta molto probabilmente a traumi infantili, denigrato dal padre e dal fratello per questo difetto, il futuro re Giorgio VI, riuscì a cambiare la sua vita e ad uscire dal suo guscio di insicurezze grazie ad un bizzarro logopedista, Lionel Logue (Geoffrey Rush). La pellicola mostra i dissidi, i confronti, le sconfitte e le piccole vittorie ottenute da quel bizzarro australiano che riceveva a casa sua il re per insegnargli a parlare, ma soprattutto a guadagnare quella sicurezza che nessuno gli aveva mai dato. Un lavoro che andava di pari passo con quello di sostegno compiuto dalla moglie Elisabetta, interpretata da una bravissima Helena Bonham-Carter.

Il film è quindi il racconto di un'amicizia e di una sfida, fino al miracoloso discorso senza esitazioni che il re fece alla radio quando nel '39 l'Inghilterra entrò in guerra con la Germania. Un racconto dei lati nascosti della monarchia e della vita di un uomo fragile dietro la grande storia, che ora aspetta di essere premiato anche al cinema.