21 maggio 2019
Aggiornato 11:00
Musica

Biagio Antonacci: Italia sempre meno unita e moderna

Il concerto chiude le celebrazioni per la giornata delle Forze armate: «La politica oramai non aiuta, è superficiale, poco realistica»

ROMA - Prima di salire sul palco in Piazza del Popolo, per il suo concerto che chiude le celebrazioni per «Il giorno dell'unità nazionale e delle forze armate», Biagio Antonacci spiega nel backstage cosa vuol dire per lui essere italiano oggi: «Mi sento profondamente italiano, credo nella parola unità e credo che essere italiani sia una garanzia. Il problema è che oggi vedo sempre meno unità nel nostro Paese. La politica ormai non aiuta, è superficiale, poco realistica, sempre più vicina al gossip e allo spettacolo».

Il cantante, che devolverà il suo compenso (60mila euro) ai figli dei soldati uccisi in Afghanistan, racconta di essere apartitico ma sottolinea: «Faccio politica tutti i giorni con la mia musica, mando segnali di speranza e amore. Ci vorrebbe più amore anche nella politica: amore vuol dire comunicazione, bisognerebbe comunicare di più come si fa nella musica». Quando gira di città in città per i suoi concerti, però, non vede un'Italia unita: «Questo Paese fa fatica ad unirsi, abbiamo una mentalità all'antica, poco moderna. Non parlo solo di unità a livello regionale ma concettuale: se restiamo tutti chiusi nei nostri steccati è un problema».

Il concerto di Piazza del Popolo rappresenta l'unico spettacolo dal vivo del cantante per quest'anno, e in scaletta sono inserite solo due canzoni del nuovo album «Inaspettata». Per il cantautore milanese, però, si tratta di concerto importante, anche se inserito in una manifestazione musicale atipica.
«Ho accettato di buon grado questo invito del Ministero della Difesa - ha aggiunto Antonacci - perché mi dà l'opportunità di festeggiare una ricorrenza nazionale di altissimo valore omaggiando allo stesso tempo la memoria di persone che troppo poco spesso vengono ricordate, nonostante abbiano dato la loro vita a favore della vita di altri esseri umani». Della missione in Afghanistan pensa che «l'esercito di pace è lì e deve portare la pace, non la guerra. Non posso dire se la missione sia giusta o no, la missione di pace deve essere definita e chiarita, ma credo soprattutto che questa guerra finirà presto, e mi auguro che i nostri soldati torneranno presto a casa, perché anche qui c'è bisogno di loro e di pace». Infine, in merito alle polemiche su Sanremo e all'opportunità di cantare nel corso della manifestazione «Bella ciao» e «Giovinezza», il cantautore taglia corto: «Quello è solo un grande spot per la manifestazione».