20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Appello al Ministro Bondi

Lino Banfi e il suo accorato appello per Laura Antonelli

La protagonista di tanti film di successo vive con 510 euro al mese di pensione. «Sono morta da anni», ha detto

ROMA - Lino Banfi si è appellato al Ministro Bondi perché faccia in modo che Laura Antonelli possa vivere dignitosamente i restanti anni della sua vita. Banfi ha avuto modo infatti di incontrare quella che era una volta una gran bella attrice con cui aveva lavorato in diversi film, rimanendo sinceramente toccato dalle sue attuali condizioni di vita.

Ha raccontato di aver più volte tentato in tutti questi anni di poterla rivederla ma lei, per telefono, si era sempre rifiutata «No... Lino, non sono pronta, non sono più quella del mondo dello spettacolo, ho cancellato tutto. Se un giorno deciderò di farlo, tu sarai il primo amico attore che rivedrò», gli diceva. «E giorni fa, finalmente, mi ha chiamato e mi ha detto: 0Vuoi venire a trovarmi? So che parti per l’Argentina, ma mi farebbe piacere riabbracciarti'. E poi ha pianto… Le ho risposto: 'Entro un’ora sono da te'. Sono andato a Ladispoli e purtroppo mi sono rattristato molto: ci siamo riabbracciati dopo 22 anni; ci siamo commossi tutti e due. Ma poi Laura ha fatto un gesto rassegnato allargando le braccia, come per dire 'Hai visto come sono ridotta…'» - ha raccontato Banfi al Corriere della Sera - «Io ho vigliaccamente cercato di cavarmela con una battuta: 'Anch’io mi sono ingrassato...'. Ma lei ha replicato con amarezza: 'Sì, ma non come me, io sono morta da anni'. C’era una donna con lei che va due o tre volte a settimana a farle compagnia. Si sentiva una musichetta dall’altra stanza e io per rompere l’imbarazzo le ho chiesto che cos’era, se guardava la tv. Risposta: 'Sono più di vent’anni che non vedo la televisione. Ascolto sempre Radio Maria e prego'. In quella specie di camera da letto c’era solo un lettino, piccolo... Lei si è riscossa un attimo: 'Lino vieni a vedere la dispensa, guarda quanta pasta, pomodori, olio... Sai, la parrocchia, qualche benefattore…'. Mi si è stretto il cuore. Quanto prendi di pensione?, le ho chiesto. '510 euro al mese'. E tutto quello che avevi: case, gioielli…? 'È troppo lunga, caro Lino, la storia… Tanti hanno abusato della mia bontà, forse anche della mia fragilità e dicono che non sono capace di intendere e volere. Ti prego Lino parla con qualcuno, tu sicuramente, amato da tutti, sarai ascoltato. Io non credo di avere ancora molto da vivere, però vorrei vivere dignitosamente».

Ecco perché io, cittadino italiano, Pasquale Zagaria, in arte Lino Banfi, mi rivolgo al ministro Bondi: «È giusto tutto questo? So che esiste una legge già esecutiva, dopo il caso Salvo Randone. Mi hanno detto anche che Isabella Biagini è nelle stesse condizioni. Queste persone hanno rappresentato una parte della storia del cinema e della televisione che tutti abbiamo gradito. Hanno lavorato in questa nazione, hanno guadagnato, hanno pagato le tasse… è giusto finire così?». Mi rivolgo anche al presidente del Consiglio, a Berlusconi, che è anche mio amico da più di trent’anni: «Caro Silvio, per quel poco che credo di conoscerti sono certo che farai qualcosa».