14 luglio 2020
Aggiornato 02:30
La cantante racconta di come sia diventata credente

Paola Turci: «La fede mi ha presa contro la mia volontà»

La cantautrice romana intervistata dal settimanale Gioia: «Un'emozione che non riesci a spiegarti»

Paola Turci racconta di come sia diventata credente: «Non è successo a causa mia. Anzi, è stato contro la mia volontà. Rifiutavo, ero contro, ero 'anti'. «No, no, no. Lasciami in pace», protestavo. E poi mi ha presa. Non siamo noi a scegliere. Non ho deciso io da che cosa farmi avvolgere. Un'emozione che non riesci a spiegarti», ha dichiarato la cantautrice al settimanale Gioia, in edicola domani.

Grande centro - Da poco hanno scritto «Paola Turci sogna il grande centro di Casini e Rutelli», ma lei sottolinea: «Si stravolgono le parole. Ho detto che la sinistra non ha fatto nulla quando era al governo per fermare il conflitto di interessi. Vedremo cosa farà Casini, ho buttato lì, che vuole fare il grande centro. Magari si alleerà con Rutelli ho aggiunto. Un pò diverso».

La Marcegaglia un esempio - Paola Turci considera il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia un esempio «in questi tempi di arretratezza culturale sulle questioni femminili»: «Uno dei pochi. Credevamo che nel terzo millennio le donne avessero conquistato un posto importante nel mondo. Con la forza, a volte ferocia e prepotenza, con sacrifici. E invece - chiude - ci troviamo a parlare di escort, di storie che ci riportano indietro di decenni».