29 agosto 2025
Aggiornato 19:00
Circoscrizione VI

Spaccio, roghi e criminalità in Circoscrizione VI: l’assessore Finardi risponde ai cittadini

Spaccio, fumi tossici, microcriminalità e degrado: sono queste le grandi questioni a cui è stato chiamato a rispondere l'assessore Fianardi, durante un Consiglio aperto in Circoscrizione VI

TORINO - Quello della sicurezza è un tema molto sensibile in Circoscrizione VI. La prova è la copiosa affluenza che si è registrata durante il Consiglio aperto che si è svolto martedì 17 aprile in via San Benigno, cuore amministrativo di Regio Parco. A illustrare il quadro generale della sicurezza in zona è stata la padrona di casa, la presidente di Circoscrizione Carlotta Salerno, che ha aperto i lavori del Consiglio richiesto dai capigruppo della Circoscrizione, ricordando che «la sicurezza non è omogenea in tutta Torino, ogni zona ha le sue caratteristiche specifiche, ma la richiesta di sicurezza da parte dei cittadini è la medesima. Sappiamo che la risoluzione di queste problematiche non è tutta in capo all'amministrazione comunale, ma abbiamo voluto avere qui l'assessore con delgata alla Sicurezza, Roberto Finardi, affinché sentisse direttamente dalla voce dei cittadini quali sono i problemi reali, al fine di individuare strategie e percorsi per migliorare la situazione».

SICUREZZA - «Non credo che voi non sappiate cosa succede in Barriera di Milano» ha attaccato Raffaele Petrarulo, consigliere di Circoscrizione che, rivolgendosi in prima istanza all'assessore Finardi, ha ricordato: «Nel 2014 avevamo chiesto un battaglione interforze in Barriera e sulla linea 4. All’epoca c’era un’altra Giunta e non abbiamo ottenuto ciò che chiedevamo, speravamo che con il cambio di amministrazione cambiasse anche l’attenzione sul tema sicurezza». Numerosi gli interventi dei cittadini che hanno partecipato al Consiglio. Tra i problemi maggiormente sentiti dalla popolazione della Circoscrizione VI ci sono senza dubbio i fumi provenienti dal campo nomadi di via Germagnano. «Siamo andati direttamente a Roma per parlare del problema dei fumi», ha detto Federica Fulco, presidente del Comitato Torino in Movimento, «Nonostante l’esercito, i fumi continuano. È un problema senza fine». Non secondarie poi le criticità legate alla salute dei cittadini: «C’è ancora amianto nell'ex palazzina delle poste?» ha domandato la signora Gianna Panarisi quando è stato il suo turno di parlare e ha ricordato anche lo stato di degrado in cui vertono attualmente l'ex palazzina dei vigili e l'ex caserma. Infine, un altro problema che attanaglia diverse zone del quartiere è lo spaccio di droga. «Mi sono trasferito con la mia compagna da zona Lucento e non ho mai visto una situazione del genere. Abbiamo un bambino di sei anni e siamo costretti a barricarci in casa» racconta un uomo visibilmente preoccupato.

FINARDI - Spaccio, fumi tossici, microcriminalità e degrado: sono queste le grandi questioni a cui è stato chiamato a rispondere l'assessore Fianardi. «Non credo che si possano trovare delle soluzioni ai problemi negando che esistano. Durante l’ultimo incontro fatto con il Prefetto, a cui era presente anche la sindaca Appendino, sono emersi dati particolari sulla città di Torino che ci hanno fatto molto riflettere: fatta eccezione per lo spaccio di droga, che è ripartito come negli anni 70 e le truffe agli anziani, il resto dei reati è in calo». Eppure, sentendo il polso del Consiglio dato dai cittadini, pare che la percezione della sicurezza sia ai minimi storici. «Noi non abbiamo meno percezione della sicurezza. Noi abbiamo la certezza che il quartiere non sia sicuro» ha detto Petrarulo. Cosa può fare allora l'amministrazione Comunale per migliorare, quanto meno, la percezione di sicurezza di questi cittadini? «La scelte di ordine pubblico non le fa la Giunta» ha chiarito più volte Finardi, «però una responsabilità ce l’ha (sarebbe troppo comodo se no). Noi dobbiamo portare al tavolo della sicurezza delle istanze, delle situazioni, che vengano affrontate e risolte».  Parole di elogio sono state spese da ogni fronte sul nuovo questore di Torino, Francesco Messina, ritenuto molto attento e attivo sul territorio. «Credo che il Questore abbia grandissime capacità» ha detto Finardi, «ma da sola la polizia non può risolvere la situazione, così come non può la municipale, l'arma o la GDF. Serve un intervento interforze». Gli fa eco il comandante della polizia Municipale: «La parola chiave è ‘collaborazione’. Ci muoviamo nell'ambito di ciò che la legge ci permette d fare, questo ve lo posso assicurare. È aumentata notevolmente la pressione sui controlli». 


CITTADINI - «Credo che delle cose si siano iniziate a fare e spero che i cittadini lo apprezzino. Le operazioni 'ad alto impatto' richiedono tempo per essere efficaci» ha concluso Finardi, eppure i cittadini non sembrano apprezzare particolarmente le esplicazioni dell'assessore. Molti infatti hanno abbandonato il Consiglio prima della fine, insoddisfatti e ancora preoccupati per le sorti di un quartiere che non è sempre stato così. «Vivo in Barriera da 60 anni e da 10 anni ho visto cambiare tutto» ha raccontato un cittadino, mentre tra i consiglieri di Circoscrizione c'era chi invocava la presenza dell'esercito in alcune zone particolarmente colpite dallo spaccio come via Montanaro e i giardini. «Sicurezza non è militarizzare, è creare cultura e commercio. Dire che qui ci vuole l'esercito è bizzarro, non è un percorso semplice quello di richiedere l'intervento dell'esercito». Tornando poi sul tema del campo nomadi di via Germanano, Finardi ha ricordato che secondo la circolare Minniti del Ministero dell'interno, «non si può mandare via nessuno, se non gli si trova un altro posto dove andare a vivere». Anche a chi chiede di aumentare il numero di agenti che presidiano la zona, Finardi risponde 'picche': «Non posso promettere di potenziare il corpo della municipale per via del blocco delle assunzioni del Comune per il 2018. Posso indire un concorso che sarà attivo dal 2019». In conclusione, a seguito di 23 interventi (tra consiglieri e cittadini) è emerso chiaramente un unico comun denominatore: il bisogno di sicurezza, un diritto primario che sembra essere sentito come un lusso in alcune zone di Torino.